Sintomi della tempesta. 805 per le missioni del Paraguay e del Cile 40 gesuiti con il consenso del re.1 Nonostante tutto questo, a Madrid ed a Roma non ci si poteva liberare dal timore, che certa gente in Spagna cercasse di attizzare lo stesso incendio, che aveva annientato l’Ordine in Francia.2 Dava già da pensare l’osservazione, che i fautori ed amici del-l’Ordine, venivano via via rimossi o tenuti lontani dal circolo del monarca.3 II bene informato Lopez scriveva il 15 settembre 1766 a Idiaquez : « Sia assicurato una volta per sempre a V. S. Reverendissima, che la mira di varia gente è di veder trattata e annientata la Compagnia di Gesù esattamente come in Portogallo ed in Francia, e che essa cerca di raggiungere questo scopo con ogni mezzo. So bensì, che V. S. Reverendissima è su ciò di altro parere, ma il mio dovere di ufficio richiede di riferire le cose come le vedo ». Secondo la sua convinzione, il re nel proprio amor di giustizia si porrebbe dalla parte degli accusati, ove gli fosse presentato il vero stato delle cose. L’unica via praticabile per ciò è la mediazione del confessore reale Osma. Per iò il Provinciale destinasse qualcheduno a informare questo esattamente. Egli personalmente è meno adatto alla cosa, perchè a cagione della sua amicizia coll’Ensenada non è in buon concetto.4 Contemporaneamente anche al Paraguay l’ostilità cominciò a risorgere dopo la partenza del generai Cevallos.6 Pregnamente il favore, con cui quest’ultimo trattò i gesuiti, sembrò 1 ('Ir. le ‘lettere gesuitiche : I, de Torres ad André» il 7 unirai 17a minacciata ruina. A tal effetto furono dati a V. S. I. quelli ordini presenti [12 giugno] » (Torrigiani a Pallavicini U 10 luglio 176, Archivio di * i m a n c a s. Eh torto 5072J. * * P. Poyanos al P. I>a Mata del 7 luglio 17G6, ivi (¡rada y Juttida 777 ' fr. No?