Particolarità del piano della Commissione. ¡dea «I Generale; questi però rimase nella sua decisione e fece aire all'inviato, che quanto più tempo passava tanto più e/li si —ntiv tranquillizzato nella sua coscienza, perchè, se avesse cedalo — ciò che peraltro egli non avrebbe potuto fare valida- — avrebbe gettato l’Ordine neila rovina e tuttavia non appa iftcato gli avversari.* Notizie giunte posteriormente non poterono che rafforzare nel fcj.ci la persuasione della giustezza della sua condotta. Così il indinole Alessandro Albani dichiarò, che, per il caso che fosse tato accordato alla Francia un vicario generale, anch’egli aveva »vuto le sue istruzioni dalla corte di Vienna.1 Secondo l’assicu-raii< ne del nunzio Pamfili il Parlamento era molto lontano dal ritentarsi colla nomina di un vicario generale e colla dichiaratone estorta, che si sarebbero insegnati in futuro i quattro artigli gallicani; era molto verosimile, ch’esso rifiuterebbe la regi- • trazione della progettata « patente » reale a favore dei gesuiti, oppure vi farebbe aggiunte, che gli lascierebbero aperta la via ad ♦ttu.i il deliberato del 6 agosto 1761, sentenza di morte degli Ordini. * comunicazioni giunte in seguito al Generale da parti di-u ' mostrarono, che il suo sospetto, che fossero state taciute per alo ìo le particolarità ulteriori del piano della commissione, non *ra totalmente infondato. Secondo la versione del Routh il Gene* dell'Ordine avrebbe dovuto inviare tre nomi, di cui sarebbe ’»cato al re sceglierne uno. Il prescelto avrebbe dovuto essere n°ni;nato dai Generale vicario per l’intera Assistenza francese, •rila quale avrebbe esercitato lo stesso potere spettante al Genero! per l’intero Ordine. Scorsi tre anni, il Generale nominava un Rica. • Istoria .V, da. ’•& tanto p!fj se ne trotò contiti lo. quando II site. card. Ale»»andro Al* '*>l 'Utilstro jM>r la corte di Vienna disse che aveva ancli'cMO I suol ordlul ,-T »