Le «Antichità Romane» e le «Vedute ai Roma» di Piranesi. 113 bili effetti delle rovine antiche.1 Dato l’ardore della passione con la quale egli disegna, si perdonano volentieri alcune esagerazioni e libertà artistiche.2 Le Antichità Romane, comparse nel 1756 in quattro volumi, propagarono la sua fama in tutta l’Europa.3 Forse per risollevarsi da questo lavoro col quale il Piranesi inaugurò lo studio metodico delle rovine romane, egli creò dopo il 1748 le sue Vedute di Roma, che a mano a mano crebbero a 137 fogli.4 Un paragone col suo maestro Vasi riesce senz’altro a favore del Piranesi. Vasi dà, è vero, un quadro più completo, ma quello del suo alunno è incomparabilmente più monumentale, più pittoresco, più poetico e più pieno di vita. I suoi magici effetti di luce nella distribuzione del chiaro e delle ombre gli procurarono il vanto di essere divenuto il Rembrandt delle antiche rovine. I primi fogli si distinguono anche per il loro originale contorno. Ai piedi degli antichi e dei moderni edifici si svolge tutta la vita popolare di Roma: carrozze e sedie, cavalieri, dame in crinolina, preti, frati, mendichi, soldati, cuochi, fornai, rivenditori e artigiani s’avvicendano in variopinta teoria. Così Piranesi ha creato un quadro della Roma di Benedetto XIV, quale nessuno altro esiste al mondo.5 Qui continua a vivere la città che il Papa gioviale soleva attraversare con tanto piacere. Della giovialità di Benedetto era compagna la sua carità. Parsimonioso per se stesso, egli si mostrò straordinariamente generoso verso i bisognosi.8 Per poter soccorrere i poveri, egli rinunciò a visitare ancora una volta la sua diletta città patria.7 In casi di pubbliche calamità egli intervenne in maniera munifica. Quando nel 1741 un terremoto causò sensibili danni ad Urbino, nelle Marche e nell’Umbria, egli donò 100.000 scudi. Copiose elemosine diede anche nel dicembre del 1750 in occasione del- 1 Ofr. Missibini 238 ; Jitsti 342 s. ; Vogel, Ooethes rómische Taye 07 ss. ; Giesecke, G. B. Piranesi, Lipsia 1911, 41 ss. ; Sulgeb-Gebinc. nel Goethe-Jahrbuch •''' III, Francoforte là97. 221 s. ; H. Focillox, G. B. Piranesi, Parigi 1918, “1 ss-, 145s. 2 Voghi. 08 s. ; Focillon 218 ss. 3 Giesecke 80 ss. : Focillos 204 ss. Benedetto XIV favori il Piranesi permettendogli per le sue « Antichità » l’introduzione In franchigia di 200 balle (|i carta ; ciò che equivaleva allora ad un'importante somma di denaro ; vedi Focillon 72. 4 Giesecke 41 ss. ; Focillon 122 ss. 5 Justi II 343 s. ; Giesecke 47 s. ; Focillon 123 ss. : A st. MrSoz, G. B. Pi-ra»<’»i (1920) 28 s. 6 Benedetto XIV dimostrò la sua carità subito in cosi alta misura che Tliun ne scrisse a Carlo VI 11 23 agosto 17-10 aggiungendo: »«essendo di sua ■Altura portato a far del bene ». Archivio di Stato di Vienna. 7 Maroni, Lettere 746. Paotor. Storia dei Papi, XVI, l. 8