260 Benedetto XIV. 1740-1758. Capitolo V. dell’Ordine, col pretesto che il diritto di difendere il suo buon nome è un diritto naturale, che precede tutte le disposizioni positive. Ora che fossero messi all’indice dei libri senza che comunque vi offrissero appiglio, certo non si potrà dimostrare. Ma molti opinavano che a libri che nel loro complesso si dimostrassero utili, si dovesse usare maggior riguardo, passando sopra a piccoli errori. Lagnanze di questo tenore s’erano levate già nei primi anni del pontificato di Benedetto XIV. Nell’anno 1744 venne pubblicata la proibizione di un libro dei gesuiti, la quale era atta a compromettere nel modo più sensibile e nel punto più vulnerabile l’onore dell’Ordine. Bernardino Benzi, professore di morale a Venezia, pubblicò nel 1743 un libretto sui casi riservati della diocesi di Venezia, sui casi cioè dai quali il confessore comune non può assolvere.1 II Benzi aveva affermato in questa pubblicazione che certi peccati contro la castità, non quelli del resto di specie gravissima, sotto certe premesse, non appartenevano ai riservati. Ora contro il Benzi entrò in campo il domenicano Con-cina nelle sue « lettere teologico-morali », nelle quali affibbiava falsamente al suo avversario l’affermazione che la materia in questione non costituisce punto peccato. La Congregazione dell’indice parve mettersi dalla parte di Concina, quando il 16 aprile 1744 condannò il libretto del Benzi. Benzi si sottomise, ma due dei suoi confratelli credettero di dover respingere in due scritti anonimi l’ombra che la condanna gettava su tutto l’Ordine. DoP° aver scoperti gli autori, Faure e Castellini, il tribunale della fede si accingeva ad agire contro di loro, quando il Papa avocò a la cosa; i due si salvarono con una buona penitenza che dovette loro imporre il generale dell’Ordine. Nel frattempo il libro proibito del Benzi era scomparso dalla circolazione e invece la rispc-sta del Concina veniva letta come prima. Il conflitto quindi perdurò;5 un’amara satira contro il Concina finì di nuovo all’indice, finché l’inquisizione il 19 febbraio 1746 emanò finalmente ai gene* rali dei due Ordini la proibizione di continuare la controvers a Benedetto XIV all’inizio del conflitto 3 disse che la disgraziii <'• 1 gesuiti era che essi, al contrario di altre corporazioni religi08*' trasformavano subito in causa di tutto l’Ordine il caso di un so*0 membro. i Cordarti iu Pollikger. Rcitriigr III lt: Beusch II 818. l'n * I>-irf>rr stillo scritto del Benzi nell’A r c h l v i o segreto pontificio. Rf9nl(,r'' Soc. Ichu SS. . . a l'n.i parte degli scritti polemici in Sommervogeu I . Secondo Cordarti (in Doixixokk III 11) essi non si riferivano alla proP<* zinne condannata, 11111 agli altri svisamenti di Concina. » A Tenein il 17 giugno 1744, I 143.