Clemente XIII. 1758-1769. Capitolo IV. era troppo impegnato in altre cose, data la guerra di allora coll’Inghilterra e la Prussia e l’infelice stato delle finanze. ' Le difficoltà principali, però, erano dalla parte del Portogallo, ove l’odio e l’inflessibile ostinazione del Pombal aggravarono ancor» la rottura deplorevole con ulteriori misure ostili.* Il 4 marzo 1761 apparve a Lisbona, colla data del 25 febbrai un editto, con cui il re disponeva di propria autorità sull’impieg dei beni dei gesuiti; e ne incamerava una gran parte al fisco ed alla Camera di corte.3 Non era infondata la supposizione d* cardinale Segretario di stato, che il Pombal si fosse deciso all» pubblicazione di questo editto subitochè ebbe saputo dall’inviat" Silva deH'imminente azione mediatrice di re Carlo III. Il Torri-giani credeva ora di doverne trar la conseguenza, che il ministro era contrario all’idea di un compromesso e per questo accumulava le difficoltà. * È sorprendente quanto da parte portoghese s dessero da fare per cercar di rigettare sulla Curia il torto e 1» responsabilità della rottura. Già il 9 agosto 1760 il Da Cunha aveva concluso una lettera al cardinale Corsini coll’osservazione: « Dio solo può accomodare la rottura ora divenuta aperta, perche S. M. non vuole aver più nulla a che fare colla Curia romana, finché il suo governo è nelle mani di ministri, che hanno promo^*' la rottura con mezzi così strani ».8 Uno scritto apparso alla fir<’ del 1760 o al principio del 1761, affermava addirittura che i nunzio Acciaioli e il cardinale Segretario di stato Torrgian avevano ordito d’accordo con i fratelli naturali di Giuseppe una seconda congiura contro la vita del re.8 » Cfr. Boubouet, Ulte négociation diplomnlique du Due dr Choi»ni rrf-Hva nut Jituiiea, nella Reme d’hial. dipi. XVI (1902) 161 ss. Molle »IH»»* 3U quest'argomento in X iniziai. di Francia 513. 514. 515, loc. cil. » « Io desidero, che il Pombnl sia buono », affinchè il re abbia so«*»* nella sua opera mediatrice ; a ma c’è jiwi da sperare, s'egll è come V. E- 'l'4’ (•Tanucci a JLosada, dat. Caserta 26 maggio 1761. Archivio di •v m a n c a s. K»tadn 5!>70). 1 • Torrlgiani a Pamflll il 15 aprile 17U1. Cifre. Stmziat. di Frane* *'•’ loe. cit. Iji decisione regia aveva trovato l'approvazione dei teologi e gloriai portoghesi: l'ordinanza, essi affermavano, era addirittura « tan arreglada T Pro dente, quo usando de loa dereclios de la Oorona conserva li»s «pie |iert«w*’,fC A la Iglesia» (nota del 25 febbraio 1761. Xiniziai, di Pori. 117. loc. cit». « • Torrlgiani a Paliavicinl il 16 aprile 1761. Cifre, ivi 182. • [Hi Knt] I 211. ‘Torrlgiani n Palla vicini il -23 ottobre 17«». (,fr' Xiniziai, di Pori. 181 A. lo«-, cit. * Il libro, colla falsa indicazione del luogii di stampa « Vcui-zia 1*®' proveniva con ogni verosimiglianza dail Almada e venne bruciato in Bam» {U carnefice Torrlgiani a Pamflil li 4 febbraio 1761. Cifre. XuiizmI. di Pe*m ‘ 450, loc. cit.: •Torrlgiani a Paliavicinl il 1* febbrai» 1761. Cifre. ‘ Spanno 131. ivi; • Torrigianl a Paliavicinl il 1J> marzo 1761. Cifre. di Pori. 1S2 ivi.