348 Benedetto XIV. 1740-1758. Capitolo VI. quattro punti che erano stati loro rimproverati1 e il 9 novembri di quell’anno l’arcivescovo di Cranganor, Pimentel, fa propria quest’attestazione.2 Luca da Costa Cravo, vicario generale vescovo agostiniano di Meliapur, si esprime nello stesso '<>nso. 11 vescovo stesso scrive nel 1750 che i gesuiti francesi e portoghesi erano stati i primi a pubblicare la costituzione di Beni-detto XIV. * Quando nel 1759 e nel 1764, dopo la distruzione della provincia gesuitica portoghese e francese, le missioni maìabariche passarono in mano dei sacerdoti del seminario di Parigi, questi nei comuni che i gesuiti potevano sorvegliare più attentamente trovarono che gli usi proibiti erano quasi del tutto estirpati L’introduzione di appositi missionari per i paria non fece buona prova. Essa creò agli occhi degli indiani due chiese separate e confermò le classi superiori nella loro presunzione. A poco a poco però il contrasto fra i missionari dei paria e dei bramini si attenuò e con la soppressione della Compagnia di Gesù l’istituzione scomparve del tutto. * Per quello che riguarda i cristiani indigeni, il carmelitano Giambattista Maria di S. Teresa ' scrive che la proibizione dei riti malabarici è stata da loro accolta volenterosamente, fatta eccezione di un punto: il segno della cenere. Le conseguenze che si erano temute in India dalle proibizioni pontificie, non si dimostrarono poi tanto gravi. Può essere che molti delle classi superiori ora apostatassero: ma negli anni dopo la proibizione dei riti i cristiani crescono su per giù nella proporzione di prima. Vero è che nel 1840 il numero dei cristiani mal*-barici non è maggiore di quello di un secolo prima, ma il mancato aumento si può spiegare facilmente anche non tenendo con' della proibizione dei riti. • Infine la ragione rimase dalla parte del Papa, che, di fronte alle paure dei missionari, si richiami' alla forza interiore del cristianesimo e insistette nell’obbedien»-Del resto Benedetto più tardi lasciò cadere gli aspri rinrpn> veri di disobbedienza contro i missionari cinesi. Già neH'apP1"01’ i • Ivi n. 30. ’ * ,Vl "• 43 • rW«« » • « Patros Soc. Iesu missioni* Madnrensis omnia ad norma ni llnnis perngvn1 ». Ivi n. 68. , ,Bf * • « Fr. Ani. al» Im-arnntlnne O. Krem. S. Aug. eplsc. Mellap«r*n!**s *' • * — SopC. 1750 l'atro» Soc. Iosn pillo* et lusitano« primo« fnis.se mi*'1"1 «pii Consti tntlonem "Omnium sollicitudinum " pubUcaverint Hlosquc in tloue omnium mamlatorum coterls misslonarlls posteriores non esse*- r' vlo di Propaganda. Indir Or. c Cina. Scrilt. rif. Congr. 20 n. » • Am vxx iu Dici, di' Ihinl. calh. IX 1734. • Ivi 1734 a. ! • Veropoll II 21 scttumhre 1744. Archivio di Propaganda, l00 1744-174.1. Court. 24 n. 10. » A uass. loc. dt. 1735*.