Breve di Clemente XIII a Carlo III. 841 Subito dopo l’arrivo del corriere l'inviato si recò all’udienza. Secondo la sua descrizione, il Papa nel leggere la lettera espresse ripetutamente la sua disapprovazione. Alla domanda sul motivo di tale misura l’ambasciatore fece la risposta che gli era stata d< itata, e allora il Santo Padre domandò ancora : E cosa dobbiamo Noi fare di tutta questa gente? Egli disse di non saper ancora che cosa dovesse rispondere alla lettera del re. Immediatamente dopo il colloquio coll’Azpuru il Torrigiani s’intrattenne a lungo col Generale dei gesuiti, quindi ebbe nel pomeriggio un’udienza dal P ipa, che in quel giorno e in tutto il giorno dopo mostrò una granda inquietudine. L’Azpuru pretende di sapere da persona degna di fede, che il Papa avesse deciso, su consiglio del cardinale Segretario di stato e del Ricci, di non ricevere gli espulsi nello SUtto della Chiesa.1 Rimessosi alquanto dal colpo inaspettato, Clemente XIII prese la decisione di rivolgersi immediatamente a Carlo III per soddisfare almeno il suo dovere di pastore supremo, se non doveva riuscire a rimediare al male avvenuto.2 In un Breve egli scongiurò il monarca a revocare le misure prese, od almeno a sospenderle fintanto che la faccenda fosse esaminata da una commissione mista. « Di tutti i colpi della sorte », espone il Papa, « che ci sono toccati nei nove infelici anni del Nostro Pontificato, nessuno è stato ¡più doloroso per il Nostro cuore paterno della decisione di V. M. di bandire i gesuiti dai Suo stato. È egli possibile, che anche Tu, figlio mio, voglia contristare Tuo padre? È egli possibile, che •1 Re Cattolico a Noi casi diletto voglia colmare il calice dei Nostri dolori e precipitare nel sepolcro con questo colpo fatale la Nostra vecchiaia piena di lacrime e di cordoglio? È egli possibile, che il pio e mite re di Spagna presti ora la forza del suo braccio, datagli da Dio per la difesa della Chiesa e l’utilità delle anime, ai nemici di Dio e della Chiesa, per privare in perpetuo i suoi popoli di un Ordine, che deve la sua origine ed il suo splendore a quegli eroi di santità scelti da Dio dalla nazione spagnuola Per diffondere più grande il suo onore? Le mie forze vengono meno nel pensare alle tristi conseguenze. Ma ciò che mi tocca nel più profondo del cuore è il timore, che il jsaggio, mite e coscienzioso Carlo III, che non farebbe un torto neppure all’ultimo dei ^uoi sudditi, metta in giuoco la sua salute eterna col volere ster- 1 • Azpnru a Grimaldi il 10 aprile 1767. ivi ¿¡044. L’inviato veneziano Erlzzo «Iterma. che il Papa si sarebbe chioso in profondo silenzio ed avrebbe labiato senza risposta la domanda fatta due volte dall’Azpuru, se egli avesse da incaricarlo di una risposta per il re (Erizzo al Doge U tl8 aprile 1767, Archivio di Stato di Venezia, A minuetti tare, Itoma 286). * • Torrigiani a Pallavicini U 16 aprile 1767, Registro di cifre, Xumiat. Spagna 483. Archivio segreto pontificio.