Giuramento di Giorno di Podiebrad. 747 otto testimoni obbligati al segreto,1 Giorgio promise « fedeltà e obbe iienza alla Chiesa cattolica romana ed al suo capo, papa Cali--to III; come pure ai suoi legittimi successori» e promise «di allontanare il popolo da lui dominato da tutti gli errori, scismi e dottrine eretiche e in genere da tutto ciò che è contrario alla Chi m cattolica e alla vera fede, e di ridurlo a piena, esterna e interna unità e unione colla Chiesa romana anche nel culto e nel rito ». Da queste parole risulta con tutta la chiarezza desiderabile, che tutte le particolarità hussite senza eccezione dovevano ab! tndonarsi, con ciò indubbiamente anche l’uso delle due specie nel ricevere l’Eucaristia e altre cose, che erano contenute nei compattati mai confermati da Roma. : Queste solenni promesse del re riempirono il papa della lieta speranza, che parimenti la popolazione utraquista seguendo Fesempio del re col tempo ritornerebbe a poco a poco alla Chiesa cattolica e in questa lieta fiducia Calisto III fu molto confermato am he dal fatto, che subito dopo la sua coronazione il re accreditò come suo procuratore a Roma il dettor Fantino de Valle, fece prestare una copia del suo giuramento e insieme aggiunse grandi premesse per una campagna da intraprendersi contro i Turchi do io avere ordinato le cose del suo regno.1 A questi passi, secondo la relazione del cardinale Iacopo Ammanati Piccolomini,4 il ecchio pontefice si sarebbe deciso a dirigere a re Giorgio un br.-ve coH’indirizzo usato nella corrispondenza con principi cattolici; «Al dilettissimo figlio Giorgio re di Boemia ». Questo breve 1 IUvxau 1458. n. 24-25. K.uhism, llung. iìì/i/. 11. Tiikinik. Unti. Il*■ >i0. li. KI5. Kiiknixiiikvk 211 w. Iìachmaxx. ¡‘iKiicbrad* H'ahl 134rl35. Krimi l*WS e Octch. li'ih menu II. 488: Fkiim H". «. «¡(unta comunica adone epistolare •' li Kkuoik lia ritrovai« nell'A r e li I v I o a e g r «• t o pontificio Arm. ¿, 8. ». Il il giuramento ili Giorgio di Podiebrad del maggio 1458 In nn imento originale di Mattia re dTngheria. * Haohmaxx, PotUehrad* Wah! 137. Kuxn 45. doloro «he lino nlloru erano ■tati compagni di fedo del re n«n ctiber« aleun pn«*ciitltm-nlo ilei il»chr. V, 413 a. » Voler III. «11. MlUDtif 8. Da una lettera del 13 maggio 1458 in Uav-'tu (1458. n. 20» rioulta, elle da principi« ('aliuto III fu alquanto oflfexo perchè ■"