70 Libro I. Capitolo 1. I papi in Avignone. 1305-1376. che, essendo impiegato di Curia per lunghi anni, egli conosceva di propria vista come stessero le cose ad Avignone. L’opposizione contro questo rovinoso sistema d’imposte e contro gli abusi che di necessità ne provenivano si fece tosto sentire dappertutto. Dante, ’divorato da zelo per la casa di Dio’ ha espresso con parole roventi il suo sdegno profondo contro i papi avari e nepotisti, ben distinguendo però fra il papa e il papato, fra le persone e l'ufficio.1 Ma non tardò molto a sorgere una opposizione, che non mantenne più questa distinzione e si dichiarò avversa non solo agli abusi che si erano introdotti, ma anche alla stessa autorità spirituale. Il sistema finanziario della Curia, che più di quanto comunemente si stima ha contribuito a minare l’autorità pontificia, facilitò largamente gli assalti di quel partito contro il papato stesso. Senza dubbio nondimeno i lati deboli del periodo avignonesc sono stati anche molto ingranditi. L’asserzione che i papi residenti in Avignone • governavano secondo il cenno ed il permesso dei re di Francia » * presa così in generale è inesatta. Non tutti «Il iII»t«ì vvr»o oNrilitoil Mccoailo || txii)..x 2Til ». il governo di (Slovannl XXII fu nrfa»to ntx-lie ppl dilatar**! «Mia pTrmuiliior rontr» (I •(■venni. In nuralti agita nlo preliminari* non al |iuA (minga ri- fin «love qwato gtndUUi «la *1it«tin« alo. Ad ogni modo II roncolto «-gulto dal llanwn nriU «piraltont rlw qui vengono In rampo, 6 mollo unilaterale. Ofr J.«x»»>r*-Pjumia Ortrl «fra iraltrlkra Volir* Villici*, f: tuttavia Innegabile. chr I |*|ni» «rrni. rimnio Ir arri .•«ii«t-(mJ<*iI a «turato propo»lto di J ». O- aara In BMor.-pmUl ni XXVIII. 7