152 Libro I Capitolo 2. Lo scisma e le agitazioni degli eretici. 1378-1406. di vedere ripristinata l’unità della Chiesa universale, poiché questa instancabile propugnatrice del papato romano morì il 29 aprile 1380, profondamente accorata per le agitazioni dello scisma, ma irremovibilmente salda nella fede dell’ « eterno avvenire della Chiesa ».1 Quanto fosse profondamente sentita la sciagura dello scisma, lo dimostra uno sguardo sulla letteratura di quel tempo, che in buona parte attende ancora il suo storico, lo mostrano le commoventi Jamentazioni in poesia e in prosa che descrivono il deplorevole guasto e la confusione in ogni cosa, mali che furono ancora accresciuti da grandi epidemie. « Qual cuore », esclama Enrico di Langenstein, «è così indurato, che non lo commovano i tremendi e inenarrabili dolori della sua madre, la Chiesa? ». Per dare un’efficace espressione al suo lamento, che dalla cristianità se ne era partito lo spirito dell’unità e della concordia, il Langenstein introduce a parlare la Chiesa stessa e le fa ripetere le lamentazioni di Geremia, che la Chiesa mette in bocca alla madre del Signore: «Vedete se vi è un dolore simile al mio».2 Ai lamenti del 'Langenstein si associa il celebre canonista Giovanni da Li-gnano in un trattato dedicato alla difesa della legittimità di Urbano VI.3 Il cronista di san Dionigi si attacca ad una cometa, che comparve allora, annunziante colla coda volta a ponente guerre, rivolte e tradimenti all’Occidente. Egli predice l’assedio del papa in Avignone e la cacciata del papa da Roma. Affatto disperando della contesa, che privava il centro della Chiesa della sua forza che tutto abbraccia, così si esprime il pio Giovanni dalle Celle : « Quelli dicono : il mondo deve rinnovarsi ; io ch’esso deve d’archéol. et Whist. XXXII (1912), 232 ss., e Catheriniana ibid. XXXIV (1914), 3 ss. (contro Fawtiek, S.te Cath. de S. Paris 1921, vedi Mandonnet nvlV Année Dominio. 1923) ; A. Gottschewski, Die Fresken des Antoniazzo Romano im Stcrbezinimer dcr hi. Cat. v. Siena su S. Maria sopra Minerva in Homo, Strassburg 1904; V. Torbiti-Cannella, Caterina liemneasa nell'ambiente uscc-tico-popolare a Siena, Grosseto 1911; B. Motzo, Alcune lettere di S. Caterina da Siena in parte inedite, nel Bull. Senese XVIII (1911) ; A. Ftjmagaiu, £. Cat. da S. e Dante, ibid. XIX (1912); K. IIefele, Das Pricstoridcal in den Schriftvn dcr hi. Kath. fon S., nella Theol.-prakt. Quartalsohr. LXVI (1913), 525 ss. 1 La casa della Santa a Roma, piazza S. Chiara, v. Belli 45. Sulla venerazione di santa Caterina a Iioma ¡v. Catastisi, La pietà dei Senesi in Roma a proposito deH’arciconfraternita di S. Caterina (Roma 1890). 2 1/ * E ¿clamai io contro schisma ccclesiae del Langenstein fu da me trovata nel Cod. 129, f. 82‘-83 della biblioteca universitaria di Ino-sbruck. È conservata anche in un Cod. della biblioteca di Corte di Vienna; v. Denis II, 847; cfr. Kneer 92. s Tract. de lletu eeelesiae. Arni. LIV, T. XVIII (n. 5) dell’A rebivio segreto pontificio.