Restaurazione dello Stato poutllleio. 233 *nià ilei suoi predecessori, i Romani dimenticarono facilmente la prrdita della loro indipendenza politica. Ben chiaro si manifestò ora ,-h* fi -ji poteva un principe energico: in seguito alle rigorose mi--un prese da Martino V sembrò che nello Stato pontificio fosse tiot1« perfino il brigantaggio, che in ogni tempo ha giuocato una ¡arte grande nella vita dei popoli d’origine latina. « Al tempo di Martino V », scrive un cronista romano, « si poteva andare di fioro« e di notte per la Campagna molte miglia lontano da Roma coll’oro nelle mani aperte».1 «Era tanto grande in tutto lo Stato 1- r.tifkio la quiete e la pace», dice un biografo del papa, «che si or»l«be creduto fosse tornato il tempo di Ottaviano Augusto».* Martino V del resto non gettò soltanto i fondamenti pel re-*Uuro dell’eterna città, ma quelli pure per formare la monarchia papale. L’attività da lui svolta sotto questo rispetto è della mas-‘tmj: importanza. In conseguenza dei torbidi dello scisma l’intiero Stati» pontificio era come sfasciato: propriamente esso non esi-•teva che di nome ed al tempo del ritorno del papa a Roma for-raava il più vario miscuglio di signorie, costituzioni, diritti, privici ed usurpazioni.’ La missione spettante al nuovo papa era qua*! sovrumana, ma egli si mise alla soluzione della medesima ton altrettanto coraggio ed energia che abilità e prudenza. A lui »P«-tta il grande merito di avere pel primo aperta la via ad un’unità » narchica in quello Stato, che non rappresentava ormai se non tn> mnjrregato di comuni e provincie con speciali diritti, differenti «wtituzioni e pretese indeterminate. Per quanto rimanesse ancora a desiderarsi allorché egli morì, * Martino V ha dato ad ogni modo il principio alla fondazione del potare sovrano della Santa Sede txilo Stato della Chiesa. Le agitazioni avvenute sotto il suo sue-« «ore Eugenio IV annientarono però in gran parte l'ordine creato con tanta prudenza e fatica dal papa colonnese. * • Vr ntorxifr iii /’ani» RmrirttO il ('via tirilo Ua»tru ir Ila Rione ie ('ramarli- Ham. 1 (ed. l’ri v«2 M>), «I. Inolni *8. Cfr. hrrjuru 1122 («*l Toiimniji ai). 1 Mi ittmi III 2. Min. Aii< ti)- l'autore. ilei r<—t<> mnllo «ville al 1*1*. de|-rtia <11 Martin». jmWillmta iwritiMnle <1*1 Ut tiTOit. Jw» amfr^mmrc- : « Hrm no Irmpttr Irmmil tirala» ri ria» pmhlira» «nmi. 7*0i man fall ^l,,* a iarrmll» amai» ri rlrra » IW. Hi. SJ11. 1 Vn|| lìnatl d. I.'f.lat pam librai aprì» Ir arami »rhUatr tl*arU 1*401-1 ffr. la minuta e»p»«l»k*ne dell» «(*(•■ «Ielle nw nell'anno 1431 In ••i'l«*l o. e he a |> 231 a«. riaMitne I »’|o( riunitati. 1 Rìi mojt. Itrilra^r V. 53. Brnimr <111 1. «si fa tHri» eoo» Martina V **W «numi «nrhe ari partieolari deir*mroinUtn»Jut*e «irli» Mal«. Cfr. Irrt. 4 sor. Unm. XX. 317 w. Sulle Ottante »».ntiOeie nello Stato «Iella ni »«ai Martin» V re.ll I. Fruì lo Hall. tlar. prr rimbria VI ll«*»l e Vlt •••*11. fc aicnl Arativa jwt ¡'attiviti del restauro temporale di Martino V la '-rv^Mann. rbe alla One ilei ma red«tr» ™»