Cure dpi papa per i cristiani in Oriente. 741 k'ttori del denaro. Numerose nuove concessioni fece Calisto III nejili anni seguenti. Il papa, scrivevano a Caflfa il 3 marzo 1456 i protettori del banco S. Giorgio, si mostra in tutto così propenso e favorevole da parere, che la salute delle colonie liguri stia più a cuore a lui che a noi stessi.1 Ciò proveniva dal fatto, che i moventi di Calisto III eran più nobili di quelli dei direttori del banco, ai quali in fondo importava solo la conservazione delle colonie siccome ricche fonti di entrate, mentre il papa ne intraprese la protezione per zelo della conservazione della fede cattolica e per la (1 sa della civiltà cristiana contro l’assalto dell’IsIam.1 La corrispondenza del papa con Genova, venuta a conoscersi da poco, mostra quale attività straordinariamente fervorosa svolgi se Calisto III a favore delle colonie orientali della repubblica anrhe in quel tempo, in cui l’Ungheria e la flotta pontificia richiamavano la sua principale attenzione. Ai 10 marzo del 1456 egli e* endeva alle diocesi di Albenga, Savona e Ventimiglia la bolla, con cui Lodisio Fieschi e Giovanni Gatti erano stati eletti colletti , i delle decime dai benfici ecclesiastici nel territorio genovese. * Altri brevi esortavano i vescovi di Tortona, Luni, Alba, Acqui ed A ti ad eccitare in ogni modo possibile i detti collettori ed a dare ai loro sudditi un buon esempio col loro zelo per la causa comune d la cristianità.4 Con altri brevi il papa confermava le facoltà concesse ai medesimi collettori e loro ingiungeva di punire severamente quelli, che sotto il mantello di falsa pietà ingannavano il popolo inesperto spacciandosi falsamente per collettori. * Con «■•vere parole il pontefice comandò a Valerio Calderina, vescovo d Savona e amministratore della diocesi di Genova, di non parafare lo zelo del popolo coll’elevare dubbii et! eccezioni. * Con un breve speciale Calisto III esortò Paolo Campofregoso eletto arcivescovo di Genova a dar buon esempio pagando presto e in- • ramente le decime del suo benefizio.7 I/instancabile pontefice rivolse anche ai principi vicini, al duca di Milano e al marchese di Monferrato invitandoli a soccorrerà CafTa. * Ci porterebbe tioppo lontano l’enumerazione in questo luogo degii aiuti e grazie che Calisto III fece avere ai Genovesi: • questo è certo, chi >nche qui il papa fece tutto dò che era nelle sue forze. Nè rimasero a vuoto presso il papa instancabile nel combattere Turchi gli inviati in cerca d’aiuti dei «ignori greci del Pelopon- » VlcXA VI. «!1. 540*.; cfr. .Vrf) e «««KM. s Vhwa VI. 4441. 1 i/ic. cit. 5>V^V)0 ; cfr. 5**1 ‘ Loc. cit 568-504. 5 toc. rit. 560-670. « Loc. cit. 570-571. 7 1/nr. cit. 571-572. • Loc. dt 507-5»*. » Ofr. Vioxa VI. 50»*.. 615 fc, flU5*, 830*.. 03*M»7, 712-710, 73S-740,