Srie tjl-r* II. Capitole 1, Mattino V. Ut?-1431 fu fatto |M»p* (1406), & determinò fare meswer Antonio cardir pi! egli per nulla voleva acconsentire di lasciare la Religione v -*,««r cardinale. Costretto dal pontefice, acconsenti, con que>' che voQe che messer (¡abnello (Condulmer) fusse fatto axi lui, che fu i>apa Eugenio;* « con) fu contento II papa di farlo ; suo amore. Fatto cardinale l’uno e l’altro, nwsser Antonio tn casa, lui v la sua famiglia, vita santissima e di buono esempi Aveva il cardinale di beneficii dua badie, una in Padova e una Verona; le mise tutte a dua in osservanza, e consegnò a' itwn una parte delle entrate; l'altra *1 riserbò per uè. tanto che potr» vivere, e fece in modo che dopo la vita sua le badie riman«-*«^ libere a* monaci. Era d'anni più di ottanta ; crasi conservata te sino a quello dì in grandissima santità di vita e di costumi. e la * fine lo dimostro. Partendosi papa Eugenio da Fimi» per aneti a Roma, il cardinale fece pensiero d’abbandonare la corte, e and** sene a Padova alta sua badia. dove ixtava per istanza quando era di là. lutato a Padova alcuni meai. fece pensiero disporre le cw swa, e avendo tenuto conto decentrate che aveva preso de’ ber fleti che aveva tenuti, anno per anno, deputò uno di determina: che i procuratori di quegli mon»sieri ven issino al luogo dover abitava; a quivi avwa fatto recare in sur una sala grande arie«' libri, fornimenti di casa, inftno a* panni del dosso: e mandato p* gl» stimatori fece inventario e stima d'agni cosa. Fatto questo. U arrecare i libri dove erano i conti di quello che aveva avuto quegli tiene fieli. Di poi fece pigliare la stima di tutte le sua sostane e cominciò a farle porre da uno de' lati, e segnò quello che va-vano. Di poi ne pigliava un'altra parte, e faceva quello medesitr-Fatto quanto in presenta di quegl* che v'erano. per quelle b**J che aveva tenute, di poi cominciò a far chiamare uno di quesi che v’erano per quegli monasteri, e diwegli che pigliasse t Ilb' e arienti e paramenti, secondo che aveva ordinato. Di poi dk*** loro: pigliate quelle cose. « fatele portar via, eh* le sotto vosi#» Il simile fece a quegli altri che vi erano per quelFaHro mon. utero; e innanzi che al partisse da seder*, dove stette piò « dispensò tutta la rvbb sua.» Wtò uno calice e una pianeta * qua* tro tane d’atieni». • Fatto quarto, e fatto consegnare tutte queste cosa a questi monisteri. chiamò i padri dì questi luoghi, e si di*» loro: io fatto «tare tanto che monta fanti danar, e tanto ho avuto d'« trata In questo beneficio, II tempo che Phn tenuto. Se piò avess-piò v'arei dato; abbiate puimn. « pregate Iddio prò me. 1 ft >‘ istettono »stupefatti dì quello che aveva fatto il cardinale. * ria l qtamts 4t V»»p*«s.*»»» «S»*liw » ntiS«»i «w*wes***=w,; e. K»*>i» in»*. a *■».. I-, Usi si «e*»* tt. ». ttwm. »«. vi. ss «»>" XXVtl. avo*