Urbano V ritorna per breve tempo a Hoina. 101 Giovanni Colombini, il fondatore dei Gesuati, cantando laudi andò o suoi incontro al pontefice fino a Tarquinia; con rami d’olivo in mano accompagnarono esultanti il corteo del santo Padre, il quale approvò tosto i loro (statuti.1 II Petrarca salutò il pontefice reduce in Roma colle parole del salmista : « Allorché dall’Egitto uscì Israele e la casa di Giacobbe da un popolo barbaro, (allora) fu gioia e letizia per ogni dove». Da oltre 60 anni Roma non aveva più veduto un pontefice < ntro le sue mura. La città presentava l’imagine di profondo decadimento; le chiese primarie, la basilica lateranense, S. Pietro e S. Paolo, come i palazzi, erano mezzo rovinati. L’esperienza di due generazioni insegnava che in una necessità i papi potevano fare a meno di Roma e non Roma dei papi. Il pontefice ordinò tosto il restauro degli edifizi e delle chiese rovinate.2 Il più importante lavoro fatto eseguire da Urbano V fu la ricostruzione della basilica del Laterano distrutta da un incendio il 26 agosto 1361. L’altare maggiore di questa chiesa fu adornato da un alto tabernacolo gotico a colonne, il quale racchiudeva due delle più preziose reliquie, il capo degli apostoli Pietro e Paolo, pei quali l’orefice enese Giovanni di Bartolo fece busti di molto pregio, distrutti poi al tempo della rivoluzione francese, mentre invece il tabernacolo è scampato a tutte le burrasche. Urbano V chiamò al suo servizio anche pittori famosi, come Giottino, Giovanni e An-t-'eio Caddi e Giovanni da Milano.* La città, che ben presto vide fra le sue mura illustri ospiti principeschi,4 a poco a poco cominciò a riaversi. I Romani corrispondevano col loro capo supremo colla dovuta riverenza e devozione;* tranquillità e pace parevano finalmente ritornate. Tuttavia per dare un soddisfacente assetto agli intricati affari d’Italia si sarebbe richiesto un carattere più energico. Urbano V non fu in grado di superare vittorio- 1 Ofr. M. de Bihbuiud. Le bienheurcus Colombini (Paris 1*9.1). * Vedi Mì'ntz nell’.4 re A. Star, dell'Arte IV. 1891. 12*1 ss. * Sul ravvivamento dell'arte e In «onerale sulla protezione concessale da 'ri-ano V vedi Vai.kstixi. Hat il. Lai. I. 14.". AnciOLn I. 130. fi ave. Carteggio I. 74«. ChronUfue dea Arti et 'tir la Curionité 1880, innr.'io 22. Arrh. il. Hoc. R‘»n, VI, 13 s. Mì1ntk, Gior. il. Hartolo In Arrh. it. Unì. r>* serie II, 1 ss. So-''TI 1. SI. Mi'-jrn'-FitoTTTNuHAM, Tetoro d. batti, di K. Pietro (Roma 1HK3) 18»*. MI'stz, iftkire* de* Art* (Paris 1S90) I, 1 ss. e Arrh. ut. deir Arte IV, 127 ». Kirsch. /Me Rùekkehr 108». SciirimiNc. In Jahrb. d. prrui*. Kunttmmmi. 1900. p. HS4 dove jierf» sono scambiati l'rbano V e VI: I .AI'Kit. Latrati 2<'4 s. ; Hcoocaxaihi. Rome 48 su. ; Ma uri mori. /.reca 13. * Oltre Tarlo IV. l'rbano V ricevette in Roma negli anni 1.K5S e l'WVi> la r"sina Giovanna di Napoli, 11 re di Cipro e l'imperatore greco Giovanni I"sì-V-ilog0. Anche Stefano di Bosnia era allora atteso nella città eterna. (Ir. Tmkixw, .1/0». Ilung. II. 01-92. * Ofr. la testimonianza stessa del papa nella mia lettera al popolo ro-®ann presso Ravsau» 1370. n. 19. Cfr. anche F«oissabt IX, 49. 51.