742 Libro IV. Capitolo 4. Caliate IIL 1455-14&K, neso, i principi Demetrio e Tommaso.1 Per promuovere la «uà lotta contro i Mori egli concesse nel 1457 al re Enrico (Enriqu. IV di Castiglia una bolla crociata, la quale è di interesse special mente perchè ivi — la quanto se ne sa — per la prima volta dn parte di pontifìci ai largisce indulgenze pei defunti. * Allora Ca listo III mandò a quel re anche una spada benedetta. 1 Di molt valore furono le relazioni, che Calisto III allacciò col valoro? re di Bosnia, Stefano Tommaso. Fin dal 30 aprile 1455 egli aveva preso coll’erede del trono, Stefano, sotto la protezione del:. Chiesa romana, * ma ancor più stretti si fecero i rapporti fra Roma e la Bosnia dopo la grande vittoria di Belgrado, la qua!* manifestò ovunque la sua virtù reattiva. Alla notizia di essa r-Stefano Tommaso, che fino allora era stato tributario dei Turch decise di rompere questo legame e di prender parte alla guerra contro gl’infedeli. Nel marzo 1457 giunse a Roma un’ambascia? > bosniaca chiedendo dal papa una bandiera per la crociata. Ca listo III ne provò grande piacere e in una lettera del 23 apri:* esortò quel re a perseverare nel suo «nobile, pio e santo prop«> s;to « cd a porre tutte le forze per annientare il n<*nico ereditari della cristianità. ' Nel maggio Calisto III ordinò al cardinale Car-vajal. che stava in Ungheria, di recarsi personalmente in Bo*n per avviarvi In guerra santa contro gli infedeli. * Il nobile Carvajal non indugiò ad obbedire: nel giugno egli imprendeva già il diffki! viaggio in compagnia dell’inviato veneto in Ungheria.T II re ricevette i due inviati nel suo castello di Dobor e li assicurò d’eswr pronto a cominciare la guerra contro il Turco. Carvajal ebbe ir breve anche la consolazione di poter conferire il battesimo al n* che «i riteneva cristiano, ma non era ancor stato battezzato. * Purtroppo mancano le relazioni del Carvajal, ma da un dispac< dell'inviato veneto sappiamo, che re Stefano Tommaso era ferm i mente risoluto di chiudere ai Turchi il suo paese costituente «* l’Ungheria la seconda porta per l'incursione dei Turchi in Oo •• 1 Su qiiMll Inviali c Kr ninnilo Sorn)|m|n «> Giovanni ArgirOfMlo) V. A f ' »1. t.omb. MSOl) XVIII. IrtSM. * Vedi Panca in XriUchr. f*r kalk. Throl. 1900. 24!»*. Ofr. Iti*» •*«*' XXI. Sulla cucito inauri) <11 Knriquc v. fV-iirnaumin, flrtrh ro« " HJotha 1 siili VI. 37S*. * 1« lama ai conserva tuttora nell'armeria di Madrid: t. Cai. i. dn«" 1 1KH. 70. .'CIO*. » Aex. Srt viv», Opp. 407,