A ruoli taptoffaii A» V Ufi •frrm.. n -'.rollare le forniture e misurare le costruzioni fatte a srtdme Fra questi modesti collaboratori «i trovano «posso degli di merito. Quanto all’organ inazione delle grandi cosini* ■M «arguite sotto Niccolò V si possano distinguer» tre divera» *M -t 0 architetti e operai lavoravano dietro una paga Aasa, quo-TKi—i oppure menu ite. nel qual caso «Mi ricevevano il material». «I pagava la mercede pezso per peno, o Analmente (‘intiera •Ébr*« veniva data a un imprenditore, che doveva provveder» ••»ni • materiale e quindi disporre di notevoli meni. Il p ri nella* d quarti imprenditori era un lombardo di Varese. certo Bel-1MM» di Martino, il quale ebbe l'incarico di cortrair» II coro di 1 PWtm. una parte delle mura di Roma e la cittadella d'Orvleto. Itamamo fard un'idea delle grandi tonne che queste fabbriche MifactivaMi m consideriamo eh» piò d‘ua anno U papa pagò a •WtTMoo di Martino da 28 000 a 90.000 ducati. Si capisce da «è ’*> grandiosa attività edilizi*. che attirò a Roma migliala 4«Mrai. diede por» uno «lancio non mai visto alla vita industriale ••rara molto poco sviluppata della rittà « costituì una fonte di introiti.1 Aaear piò che In larghezza dei punti di vista « la llimu del *«*» rivelate da Niccolò V nell* sue grandi costruzioni. è de- * ammirazione l'ingegno col quale egli »epp* mantenere fra i varil rami dell'arte Con profonda cognidoM egli tutte le arti airardtftettum. regina delle madaaim* ** •"•lo questo pontefice dal guato ftne p»r l'arte si fece meno * (ava«« della «cultura, la causa ne risiede ««elusivamente in cir-•****» ntfrinseche: ad «saa era rvssrrata una gran parte dopo "*** W nuore fabbriche.9 Testimonianze dorumentnrle provano **“ anche l'arte della tarsia prese notevole slancio in Roma sotto **•*- La cappella d*lla Madonna d*«a Febbre come pure la **®*a da lavoro