Giorgio di Podiebrad e Roma. 745 coloro, i quali volevano starsene in pace e curare indisturbati i loro proprii interessi, ora si diedero tanto più facilmente a crederò che pel momento fosse sufficientemente repressa la potenza degli infedeli. Per tal via si lasciò ai Turchi il tempo di riaversi dalia loro sconfitta e di preparasi a nuove guerre di conquista. Un’occasione favorevoV?, che non tornò più, fu lasciata scappare dalUi politica egoistica e corta di vedute delle potenze europee. La forza d’Ungberia era paralizzata • fra i magnati e alla Cori«-regnava la discordia : Federico III era in lotta col giovane re Ladii lao per l’eredità di Cilli. Colle più pressanti ammonizioni il papa esortò e scongiurò i due principi perchè pel bene della cristi. inità, per amore dei loro proprii regni mettessero da parte questi loro meschini affari personali. «Come potranno i Francesi, gli Spagnuoli /e gli Inglesi pensare a mettere insieme eserciti contro i Turchi se voi, che siete vicini e della cui causa si tratta, pare non vi diate cura del pericolo turco?».1 Al principio di novembre del 14ó7 intervenne finalmente un’intesa fra Federico III e Ladislao, ir ai 23 dello stesso mese Ladislao moriva. - Questa morte diede una piega nuova, non prevista alle cose neU’Oriente. In Ungheria »ali sul trono l’ancor giovane Mattia Ilunyady Corvino, che Calisto III esortò immediatamente a dedicare tutte le forze alla glori urg, senza interrogare i paesi vicini e in un modo del tutto fuor d 11’usato. Essa propriamente fu estorta da misure violente del l'fidebrad e dei suoi fautori. ' Al nuovo re quindi non mancavano !)■’-mici ed a questi non difettavano ragioni per impugnarne l’ele-one. Poste queste circostanze fu cosa sommamente gradita al Podiebrad, che un principe della Chiesa, il quale godeva universalmente somma autorità, il cardinale Carvajal, gli mandasse da Buda i suoi augurii: in questa occasione il cardinale non trascurò di raccomandare caldamente al re boemo la causa dell’ecclesia-stica unità e la difesa della cristianità contro i Turchi. * » listo III a Ladlftlao. Act. Sn-m«, Opp. KlD-iOO. Ofr. Ratsald 14(57. » S e TiinTEB. Uon. llnng. II. 2ML » E. W KaXtt* (Aie Krmordung König l/aditlaic», München a. IKK), In contruxto »(nodalmente con I'*i*ricT. eeroa di provar«* oh«* I^itlliiln» non morì di p«"tte. ma fu avvelenato da Olorjrfo IVxIIpbrnd. » THEUOB, Moh. liung II. 312. f*fr. K*akxóI. Ualth. Corvlnu* (Freiburg 1*91) 50*. ♦ Cfr. BAonxAXX. Podiebrad* Wohl *n. e li il teli. de». Ver. drr lìeulschen t. Geich Rühmen* (1MK5) XXXIII. 1 a*, e flctch. Böhmen* II. 466*#. * Palackt. Crknndt. Beiträge 140, Hmujiws (Podiebrad* Wahl 100) pare reputi Inedita la lettera del Carvajal.