n r«Militali- G Otaria! IX* fVr ¡‘ingegno e l’abilità tra i cardinali «letti da Martino V ^ dubbiamente II primo poeto, dopo il Capranica. Gicluno CUUBISL Come tanti altri grandi uomini anche ilCasartni (n. 139811444) às (rande povertà era «alito in aho mediante ferrea assiduita E mk> biografo Vespasiano da Bisticci narra che da studente a IV-rsf * ««li visse di elemosine e che andava rarrostendo i moccoli ptr pater «tudiare anche di notte. Ottenne a Padova il dottorato in *ebe Ir leggi a mezzo del Cardinal Branda, del quale fu di casa, ««a» a Roma e ottenne in breve il favore di Martino V. Quanto II papa «[’pressasse il Cesarini è dimostrato dal fatto, che gli affidò h **r mi«ioni allora più difficili da (Mfuini, quella di indurr* i triacipt tedearhi a una crociata contro gli HuaeiU « l’altra di prò ■ ora» legato il concilio di Bas'tea Difficilmente potea farci miglior«. Alfa»petto «ingolarmeate bello1 Gemini univa Inrni maniere Ani e sciolte. Irresistibilmente amabile e affabile nel «Ubant trattar», ma pieno di maestà e incutente rispetto quando fs» r>-*»e la dignità del suo orile k>. molto dotto e insieme magni A.« -late**. il cardinale era uno di quegli uomini rari, che come a rato » teatza cercarne conquistano l’ammirazione a l’amore dei coatem-mwt1 Vespasiano da Bisticci non sa lodare a suffinrnza la po-rana del ccetume e la pietà di lui. Mia Vespasiano sappiamo che I . atdinale dormiva sempre coi cilicia^ digiunava ogni venerdì a fan* e acqua, ogni notte portavasi col suo cappellano alla chiosa * fhe ogni mattina ai ronfcaaava e diceva te «anta Mensa.1 la liberalità del Cesarini era senza confini; per amor di Dio fi*** quanto aveva • nessuno parti inesaudito da lui. Ricordando *» 4»«mv »»■a»»*» «sa sia* ««rfs.il»