Libro II. Capitolo 2. Kujr«-nin IV. 1431 M47. I«wlri di Basilea, allo scopo di assicurarsi contro il papa, pa* A rono a rinnovare i decreti di Costanza, ledenti l’ordinan ecclesiastico, relativi alla superiorità del concilio al papa (15 febbraio 1432). Misure ancor più ostili seguirono in breve. Il 29 aprile ¡1 papa ed i suoi cardinali furono formalmente cita' a Basilea e minacciati d’un processo in contumacia qualora non bedissero entro tre mesi. Con ciò »’era entrati nella via della r.\o* limone, di cui tentò dare una giustificazione scientifica il dotto cano del capitolo di S. Fiorino a Coblenza, Niccolò di Cusa, l’opera della retta concordia.' Il regolamento sulle trattazioni da farsi pubblicato ai 26 di settembre del 1432, fu quello che si in *, rio’) di far scoppiare completamente la rivoluzione a Basilea: riammise al concilio in numero cosi preponderante i rappresene del clero basso, che il clero alto ne venne spogliato intieram* dell’influsso direttivo a lui indubbiamente spettante nei conci! Fin dalla quarta sessione generale del 20 giugno 1432 il sin di Basikia decise che, venendo vacante la Santa Sede, il conci»-s’avesse a tenere nel luogo del concilio e che, fino a tanto c- • stesse lontano «la Basilea. Eugenio IV non dovesse nominar* ak nuovo cardinale. Da allora in poi gli atti del concilio doveva.' esser muniti d’un sigillo speciale, il quale da un lato aveva »1. portare il disegno della discesa dello Spirito Santo in forma colomba, dall’altro la scritta «sacrosanto concilio ecumenico JiuaiiiKmi» IH ftntutrrr (SfUf. rtm Cu*m I. 32413 * V M r«M al* Krfnrmal.fr il!»** ) gludlra Inn» N-nl*na meniti* Il l*r e*»*'r ■in»Ita ralhalhrm. Vtt. a) rimirarlo GiturJM 11 4. «3: HaritKiri U; fV» ■ •nini 18: Ilol.t.wtx'K 42*. r ItiirK la Tib. Tirai. Quartaltrttr. IStt Non tW tutto »n«a fmdsimNito U primo dntra, rlw i|iipU'nmi n***'1" maastnir « Ir quali mlim W tmlaclnl »uUlmportanm iMlliUm «frra l'fr Sriiw»» in Tkml. imi III. lusrsai v. ora Vaitimacisnnme *•*“ Hk- .«rattprioai «>wramn!e Ir Mrr «W (ìua noi rondila f5tr. a Orba BW iti. CXU |IW>, Miai. In rownrto n» Hibk toma a ri mitra rr- |4t I*. I*. AlJitxr .Vit tua Kart a. wW ftlrUamf ra érr f.rkrt rthm péptH fri*** In fV»lc*4» fér a. Oraarrl. l'rrttmrs 1S10. 11« m. Anrbr Amimi ilT*’*** mUr la atta |vnna a arri lato tiri partito roocillarr, qvrtalnrttt «I ano W*1* maralam roaWIJurvm. che rnm|»* alla Una iM Itti r marntA «I «•a#“' CWartnl Ofr U Wunw. t roa KmWr. UBnttt 1001. 21«. * O. Kinma. /»ir Orw«u*H« am* lìr*rbift*antaamt 4rt Batto* i<»-dlnartaaleno inailfurah- I lupaie IKTT) S. l’fr anrlv VowrT. f'mra Wrt* l> 100rlir In pmrralr *«tli» mollo hrm* l utaar «tri ifranmlM «|>rmaH a H««tVa. V. Innllni WnviMMMt. I"rrfe«ien«*fr*r»,i ZCI aa. » n»ri»ls<*" T. l utti * Ita, Katltr kuutf Sciar Urtatami «. Uilamf. arma DM«»»*' a. «r>«w ArlMreorptaiaHtM, Berlin 1DI3: rfr. (Mum in itratfic l‘‘ JMIamf 101%. » ». Sull'amml«!«** «M r»tn*rwn«as>tl drt