72 Libro I. Capitolo 1. I papi in Avignone. 1305-1376. serie avignonese dei papi, Clemente V e Giovanni XXII, quelli che rivolsero la massima attenzione agli affari d’Oriente; essi sono i promotori di una serie di opere grandiose, alle quali si connettevano le più belle speranze. I papi seguenti non ebbero altro che da conservare e custodire quanto con tanta sapienza era stato fatto dai due nominati : a questo soltanto però non si ridusse Clemente VI (1342-1352), come è provato ad es. dal fatto che nominò un vescovo per le isole Canarie,1 per l’estremo Oriente dell’Asia, pel Giappone.’ I papi avignonesi furono instancabili nel valersi di ogni occasione per estendere e solidificare l’organizzazione ecclesiastica neH’Oriente, «dalla Crimea sino alla Cina» e per dare ai singoli distretti delle missioni un centro sicuro mediante la fondazione di vesco%’ati. Questo zelo ardente per la dilatazione della fede cristiana tanto più merita ammirazione, in quanto che appunto allora il papato aveva da lottare contro le maggiori difficoltà. * Veramente una estimazione piena della grandiosa attività dei papi francesi per la propagazione del cristianesimo, come pure un giudizio completo su questo periodo in generale, non sarà possibile se non quando saranno resi accessibili agli studiosi i loro regesti •IHi’IiiIIit). Uittiumirmf (Frankfurt ISSO). ll(‘Mx;*-'i«. IHr U i—ionierantl \uni»tritai im 14. Jakrk. In fHaf.-poL MAI ter CXLtl (1008), 81 a». Sali« ni!**l«nl ilei Pramvacanl c iHunenlranl uelle Indi« al tempo ilei papi avlgno-nr«l «inll Jxrnt 18» a. IVU'attlrtt* »tallonarla del due Ordini trattano la riamimi»: L. LftMMfcsa. IHe Hei4cnmitilon dei SpAtmilleUtlleri. MUnirtrr 1919; Un*»«, IH» llri4mmiitWm 6f flttnu im Kpdtmlttrlalter, In Ehrenfalc dritteker Hittenteka/t 181«.; Zriltekr. /. il ifUmt triti. Ili (1913). 108 11»; (ioi.rnovicn. RIM. McrMUiom/. 4. Terra Santa e «MfOrtml« framt»-tean» III (I3&OISSS), Quaraertil 1910 Orile missioni francescane tratta U l‘ 'I «actt&flIO u Cnmx Storia 4rlU U inumi francete. (Roma v Prato 183® •in» 1883). 7 voti, che giungano al weolo dertmoaewto. Ctr. anche KómitcAt Qttarlaltekr IWI p, 21». 2TT ». ; Erg«. |„ Fetftckr. a. JuM. 4(1 Campo Santo (Freiburg IWil 170 a V atxbr V. ReaxjuuilX, Hitt. 4e» Vittimi francitc (Parla !*•«>. A. Uaarmttt. Zar mituiallrrUckn Uittiontfetck. dcr Frwntitkmntr, tu griitekr. f. UUticmttriti I (1911), 33»; OaorTTKO. Bine mitlrìallrrlickr VtMtunsvrtelhckafl. IMd II (1812). la.; Hnuurnx 241 a*.; IjljiMista. Me FramHUammnUtitm im Orimi trdhrrnd 4et 11. Jakrh.. In Pranziti Sta4ten I llUH), 337 «a. litui, /He ìlimonlnmittitmcm «ater 4rn Tatare*. In irrt F**nt*te kht . ibi a. Mann. Vammm. ratte, rei. 4ioe. Colmmirnttrm rnpic. Romae Ito \umrtw batto del pipi artgnonest relative alla «torta «Mie BtMdMtl t>m»o Erm, Itali. Franate V (ISW). VI (lMttì. Sai prwr«dlnK*itl dei gap* artgmwMS per gli start della Serbia e della Borala ▼. Btu». Hekt-tkmi 198 m Rivale poiv al periodo artgnaneae fervatene del xnwitl di Wllna. Halle* *■ l'amialet-i. di grande Importai»« per la propagartene del «nffutietama nel >ordl>t d’Karnp* : r. F.vtm. I. 165. 2SI. 381. » Erma io K»m. QmmrlaUckr. VI 1WL 237 «a. * Vedi KvmrtMAXS toc rtt. XXXVI. STO. * OC». Rn arn In Atlpem. ZeUnng 1S7». XT&.