I*Itimi fiorai 41 Xmp* e in bm« il papa do veti« riconoscere. chr non c>ra di far affidamento neanche tu molti della Mia propria gente. Coai. ari «. mpio, venne imprigionato come sospetto l'uditore del rrt-fceedtl Patrimonio.’ T .-dolerne molto forti scoppiarono nel Patrimonio e nel terri*.. 'lo adiacente dell'Umbria verno la fine del governo di Nicchi V. Ne fu occasione una controvenia fra 1« città di Spoleto e é N rcia. nella quale il conte Eveno d’Anguillaia ai mia» dalla |W degli S potati ni. Sperando di poter riconciliare le du« città. Jt»*wlfc V proibì al conte questa intrusione e d’altra parte cercò a» di distoglie re Spoleto dall’un iooe eoo (Sveno, ma le due pwti tot ai curarono del romando del papa, aierbè quarti ai vide «anrvtto a procedere colla fona della armi. In ronaeguenia Spo-*i sottomise. il conte Invece, per tradimento di Angelo Jtoo-aar». nasci a fuggire. Niccoli V punì il traditore colla morte. * La primavera del nuovo anno non arrecò alcun alleviamento ai Valori del papa. Dal principio di mano le eue coodUionl di •a- te peggiorarono di giorno in giorno e l’ammalato non al faceva &* illuaione in propoeito: infatti ai ? di mano gli Inviati mila* •*» reificano, che il papa parla già del luogo, dove vuole aaasr •5 «Ulto • che ai prepara aeri amante alla propria fine : il It dello «a*« mese «gli riceveva l'olio aaato. Anche il giorno precedente * alfe V, ammalato a morte, aveva dovuto ordinar» rinvio di tovl alle città principali dello Stato pontificio, «ni quali vanivano "-Me ad ubbidire In tutti 1 enei ai cardinali fino a che Dio