Iiilrod union«. in altra luci- «e vi pensa qual forza e potenza avesse allora raj?-giunto in Italia il movimento della rinascenza. Il tentativo di ottenerne la dirazione, fu una grande azione, un’azione degna il movimento degli »piriti prodotto dal ravvivamento dell'ant • chità, «esao tuttavia non portò alcun serio pericolo alla cultuit cristiana, ma anzi occasione a nuovo eccitamento ed animo fino i »•he si mantenne forte l'unità e purezza della fede cristiana sott > l’autorità della Chiesa e del primato».1 Se più tardi, in segur alla preponderanza ottenuta dall’indirizzo pagano del rinascimenti le cose presero uno «volgimento affatto diverso, se le dovizie in tellettuali guadagnate col rinnovato studio dell’antichità furor, anche applicate in maniera cattiva, non ne può ad ogni modi venir reso responsabile Niccolò V, che fu guidato dai motivi pi titillili. Al contrario torna di gloria al papato che anche di fron* al grande movimento spirituale della rinascenza esso abbia mar fiatata la concezione più vasta e più larga, che fu un’eredità dell* sua posinone mondiale.’ Finché rimase intatto il dogma, Niccolò V ed I suoi successori, animati dalle stesse sue idee, lasciarono liberi'-almo il campo al movimento: 11 fondatore della biblioteca vaticana difficilmente presenti il danno recato dal dileggio degli umanist e, comi’ attesta tutta la sua vita intemerata, egli parlò certamente con cuore sincero quando esortò pressantemente i cardinali riunit al suo letto di morte a continuare nella via da lui solcata a ben-della Chiesa, della navicella di Pietro, che per ammirabile dire rione divina era stata pur sempre salvata da tutte le procelle ♦ Hwnn, Ur*B<àltmirm «01 StmUmmi« dkv il HMKB&nua 11. ITS: « In *+ la in*»« a (xtHtnuw imo «f» irfM«* o* alla leoUigta. t* alla Cbk** tao Irfnttml» » Itr tontir* Humd orile ttlimmm Utrtal*** XVIlt, -ITI*, r ttimuu«nmKsorrca SSSt i U «t*» fallo «I nppif i»l woiio ivi : r. Un uovr, V. CoUmmn (Fi*’ tene MWj ir. > ITr «ito. Uhm Ut. ».