7M Libro IV. Capitolo 4. Calisto III 145M458 ¡1 legato di tenere unita la flotta e di non abbandonarla nel cor-dell'inverno,1 poiché nell’anno seguente dovevasi continuar.» c* rinnovata energia la guerra.2 A tal fine sui primi del 1458 ai mandarono nuovi rinforzi e il papa, annunciandoli al Cardinal lega-assicurò solennemente, che non abbandonerebbe mai la flotta • l'aiuterebbe finché vivesse. Insieme esortava lo Scarampo a n perdere il coraggio dicendo, essere sua ferma speranza, che I» darebbe la vittoria e che farebbe compiere cose grandi a nuòcila fiotta. * In questa speranza Calisto III prosegui coraggi*-e inconcusso fino alla malattia, che lo condusse alla morte, la -nobile mèta: la liberazione della cristianità dalla barbarie e servitù turca, * ma non gli toccò di assistere ad altri successi. Prescindendo dalle ricordate vittorie dello Scarampo e di Ska: derbeg l’anno 1457 non apportò a Calisto III che nuove delusior Come i «ignori di Francia e Borgogna, così anche il re di Por-gallo teneva continuamente a bada il vecchio pontefice con var speranze e vuote prospettive. Parimenti l’Italia continuò nella .*... ottusa indifferenza. Venezia, malgrado tutte le esortazioni ai-stoliche, rimase sorda e fredda come per l’avanti: quei mercan non si occupavano che dei loro particolari interessi e pere ■ si mantennero fermi alla pace col sultano, che nel marzo 14-V. invitò il doge elle nozze di suo figlio. • Il duca di Milano cercò di ottenere dall'imperatore la collazioi dell'investitura dando l'aspettativa di truppe ausiliarie per 1:* guerra turca. Le lunghe trattative sulla faccenda non ottenni’ alcun risultato, quantunque il papa lavorasse nell’intereswe Francesco Sforza, e andò cosi in fumo anche questa speranra Come la grande vittoria sul Danubio nel 1456 rimase inutile p» mondo cristiano, altrettanto poco ora ottennero un successo dur* vole le vittorie conseguite da Skanderbeg e Scarampo, chè tut- « Col • hrm 31 aerato 1457 or ora citato cfr. nti altro * breve all« S*" rampo del 4 dicembre 1407, di cui IUykau» (1457. n. SS) non comunica un frammento (Uh. brer. 7. f. 132M33b). * • Itrere a B. Vlla. 4 dicembre 1457 (Llb. bree. 7. f. 134). * • Brere a Scarampo, 15 mano 14SR (¡Ab. brev. 7. f. 132MM). Cfr B»i su» 1408, n. IR. « Anche «1 a» di maculo 145S egli notificava allo Scarampo 11 pr»1 arrivo di Olov. Navar mandato con soccorsi e la prossima spedizione di qui' ‘ calere costrutte a Roma (Llb. brer. 7. f. 372): cfr. ihld.. t. 174, 41 * bre*. a Michele « de Ttorga ». In data del 0 giugno 14T»«ì. • PuhbilrA la lettera del sultano 11 Sathas. Oontmrttlt inèditi retai, è 11 4« la Ortee Première «érte, Paris IS^fl. T. 23«. Anche al 30 d’ottobre del H'* Venexla dlchlarA al sultano la sua ferma Idea di mantener la pace con lui. * ' " peralorl Tureorum In Perniili» Secreta XX. 135: Archivio di «tato • * Venezia. I , i * ’ . • Gfr. Ri si* f*V «fa* 41 1* novembre 1438 11 papa pregava gli rief -tedeschi a Interporsi per la collazione dell'investitura allo .sforna itela Co* 1613 della Nazionale a I'arlgl).