Cardinali protettori degli umanisti. 311 .»rlammo di Martino V, in Giordano Orsini (f 1439), nell’Alber-irati 1443), in Giuliano Cesarmi (f 1444), in Prospero Colonna t Domenico Capranica. Quest’ultimo riunì una scelta biblioteca di 00 volumi, che era accessibile liberalissimamente a tutti gli studiosi.1 Un altro patrono degli umanisti fu da Eugenio IV decorato l'olla porpora nel concilio fiorentino, Gerardo Landriano, noto per 1.« coperta degli scritti rettorici di Cicerone (t 1445). Anche questo principe della Chiesa possedeva una ricca biblioteca di classici, fra cui più d’un raro esemplare. Non a torto si celebra l’erudi-lione del Landriano, di cui godettero speciale pregio i discorsi tenuti nel concilio a Basilea e come inviato davanti al re d’Inghil-Vrra.5 È strano, che il cardinale Landriano stesse in relazioni di amicizia anche con umanisti dell’indirizzo pagano, con Poggio e p*-rsino col Beccadelli. Nessuno dei contemporanei prese scandalo Iella cosa, chè sempre più s’andò pigliando l’abitudine di essere troppo indulgenti cogli umanisti a causa dei loro meriti letterarii. Era quello il tempo in cui lo stesso Albergati, rigidamente ascetico, aveva rapporti calorosi coi begl’ingegni mezzo pagani ed il pio Ca-prsnica si rallegrava delle lettere del Poggio e gli si rivolgeva chiamandolo «molto caro compagno».* Finalmente, siccome d’un industrioso raccoglitore di libri, d’un a*