M Libro Ut Capitolo I. Niccolò V. 1447-I4U tanto che non gli fu possibile limitarsi o approfondirsi ir materia particolare.' In quieto .senso vanno intese le par« -- >.» giose d'Enea Silvio, che cosi scrive di Niccolò V: - Kgli fin * giovinezza è iniziato a tutte le arti liberali: cowosce tutti I ti storici. poeti, cosmografi e teologi; non sono per lui terreno * * mero il diritto civile e canonico e persino la medicina *. Un uomo animato da si varii interessi era come nato per «*-sere mecenate dei dotti. Oltracciò Niccolò V' era sincera tm-rr — aveva infatti passata gran parte della vita sua nella più fidente dimestichezza con un santo, il cardinale Albergai; e possedeva lo stesso grado di entusiasmo per la letteratura c- *-mi astica che per la profana. Fu egli. che. legato in Germania vò un esemplare di tutte le opere di Tertulliano e che tosto rr. il prezioso tesoro a Niccolò de’ Niccoli in Firenze. Pel primo it i-tre, secondo Vespasiano da Bisticci, il Parentucelli portò la Italia anche le prediche di Leone Magno c la postilla di S. Tornir. • di Aquino sopra il Vangelo di S. Matteo. Ma lo speciale prrf* di Parentucelli era queH'uoino geniale, che più di qualsista » "• padre latino od orientale ha influito sul suo e sui .»ecoli postci> *-S. Agostino. Le opere di Agostino in 12 bei volumi ornavano r« la biblioteca del povero maestro Parentucelli. che poi s'attor* ' instaneabilmente per raccogliere dai diventi codici anche lo Wtt ■ del grande dottore della Chiesa. Qwsto fatto appare degno di nota: e*so come altre U**?; nlanse mostra, che Parentucelli era uno degli umanisti cristi credenti, che quasi tutti veneravano in modo affatto special«- q» padre della Chiesa, che. armato di tutta la somma della cuM antica, nelle meraviglio»« sue opere aveva riunito come in «a * punto tutti I raggi allora schiusi dell« verità filosofiche e te«^ . » tir Volar, n v4r>iriitu« II», is Wmiu. li am., p S* * Nrlla rrttiliu)' ««Ili nw >Bl««rrrU «M 144«. la Mi utiai III *-*' * V. «im |v NlrmK V «tara nm laalta» rt*»*» « lai*«- Ir p*”’* •Mia «”hW'*a |l<«v al «mal» 4rrVI>t«>| |i„ Jf.l. ||». Srt • —- N a rfcr a Mala twtsuln bnliriM a Sira*, «»Irnpw R \iK.inut«t • « Ialini I. XXII. t 3ll i,aiit>«tUt **-a l'alatasi i>l> I R lk>«*t siri la fu bim» /*r a»* rmrmm MI“* «Itraar |sa|» 21 ^ «aura Mal >li pww» natio liawtlt * ili *‘ <*> l“aii-atar»4»l ita owtiii»!» la |«atir* aHtraK aa W «ar rMt»al a*1 •tali» «MI. Ila» !«• mi la Snai.t «tali W ~pr* dui* pam*» « l5*1* *||t|» MlliMa M di awikw Iti aa * h»ra» « Mm« V • IM»*»*- é. 4, *Hr,i fili iva. »? iataitaan a «a««»»» aa —Ora aa«» *>l fa’* dalia |MnMi • A4n> liliali*«. «ai* ri tnaaMiil» *4 a» «UlijM ala« •"* daaiaat alfcrV.I «Mai Mia« dinanhH *r tiara aitai tRHa al •*** «nrtarl HwniraM« IMawna * lailrrai «Miito latrallHa aaatia *r»*a ri ai M (napn dllwliiaa aalna aliai» a>a lat»a«laaaa • i«t|Uah I* ir» v »Ut! «tiudlili «Il «lata ia R»I*iii.