L'opposizione alla pubblicazione della Bolla in Fiandra. 231 Birbi scriveva a Roma che le assicurazioni di obbedienza non erano sincere ; il consiglio di Stato aveva già proibito al rettore e ai professori fedeli al papa di obbedire aU'interannxio. Un memoriale del procuratore fiscale esponeva che, in base al diritto delle Fiandre, per la pubblicazione della Bolla era necessario un particolare permesso del Re e che perciò tino a nuovo ordine ilei He egli dovea ditlerire la pubblicazione.1 Per ordine di Roma, Bichi dovette fare un'inchiesta circa questa disposizione del diritto delle Fiandre e trovò che per le proibizioni di libri, emanate da Roma non era mai stato in uso;* ma le sue indagini non fecero ritirare al consiglio di Stato la proibizione. Nessuna meraviglia che l'intemunzio si trovasse allora in uno stato di disperazione; • gli scrisse a Roma che il rinunciare alla pubblicazione immediata della Bolla non voleva dire lasciarla cadere, poiché in parecchie diocesi delle Fiandre essa era già pubblicata, e ciò poteva bastare.* Ma a Roma non si fece buon viso a tale suggerimenti* e cosi Bichi scrisse colà che runica speranza andava riposta in un esplicito ordine reale che ingiungesse nella forma più risoluta di comunicare la Bolla. Tale ordine venne ottenuto colla mediazione del nunzio spagnuolo Rospigliosi* e venne comunicato mediante il consiglio segreto ai vescovi e alle università. Ciò malgrado nemmeno ora cessarono le ditticoltà. I vescovi di Anversa e Xamur pubblicarono bensì la Bolla per la seconda volta; ma alla line del l'*l‘> Sinnich era ritornato da Roma e influendo secondo i suoi sentimenti su l’arcivescovo lioonen di Malincs; indi con le raccomandazioni di questo si recò dai vescovi di (»and, Brouges e Ypres i «piali ora si rivolsero al loro metro|>olita perchè sollwitasse presso »“I tanto perche • «ollecitati da parti che vi hanno intere»«*. • Di più mi consta, •“he il coiutylio privato ancora ha »tato sollecitato. et a nome dell’t"niver*itA *1' I-ovanio. unti già di particolari ». ' Bichi il 1» luglio 1643 in Kapin I 77. Il • Suinmarium (v. pag. 23« n 3> rife-ri*ee che il 2 giugno 16+5 il Coniglio di Stato ha mandato al Bichi • una ¡Manza tati« dal procuratore focale, affinchè ri«|>onda e fra tanto non innovi cosa *i< una ». L'istanza che venue già mandata aU'autcccMore di Bichi. diceva: ' •'he non ai veni*«« a publicatione d'alcuua bolla o decreto «enz'il Piacelo re. Z*o, e che perciò «i sospende**« uftn'al lo fatto «ino alla rwolntione di S. MaealÀ ». * Kapin I ?S«.; * Hi hi I n luglio 1643. loc. cit. * Rapis I 78. * Del 30 gennaio 1646: « Ho havuto per bene, che rinlemuntio di 8. 8. • Mioi miniatri publichino et e«*egui«rano la detta bolla, »enza che per li miei *i ai ponga alcnn impedimento.... Ilo voluto anco incaricarvi come v'incarico 'fc* diate gli ordini necessari i. perchè »enza più dilatione cona questo nego! io. '»»«ne lo dispone la detta bolla, per la publicatione della quale *i darà al Interponilo l'assistenza nw«Mn» per gli officiali, a' quali tocca ». L'online arrivò Pel marzo. • Smmmnnmm loc. cit.; latina in flaey» Itoùùaerl nella /?**. **»*. cedra. 1927. »03.