232 Sisto V. 1585-1590 — Libro I - Capitolo IV. carico fu affidato al vescovo di Le Mans, Claude d’Angennes, il quale giungeva in Soma il 26 febbraio .1589, ma la sua missione andò intieramente a vuoto, poiché il papa restò irremovibile,, chè solo allora potrebbe dare l’assoludone, qualora Enrico liberasse dal carcere il Cardinale di Bourbon e l’arcivescovo di Lionp. Però non era possibile indurre a questo il re.1 Mentre il vescovo di Le Mans trattava con il papa, i seguaci dell’ucciso Guise, che sotto la guida del suo fratello, il duca Carlo di Mayenne, si erano sollevati per una duplice lotta contro Enrico III e contro gli Ugonotti, fecero del tutto, per indurre il papa, a passar dalla loro parte, ma non l’ottennero. Sisto lodò lo zelo (lei cattolici francesi contro gb Ugonotti, ma condannò la ribelbone contro il legittimo re, cui essi dovevano sottomettersi, qualora dimostrasse sincero pentimento. 2 Da una sottomissione e riconcibazione con Enrico III i collegati erano più lungi che mai. Come presso gli Ugonotti, dopo la notte di S. Bartolomeo, così ora anche presso i cattolici francesi si insinuarono pericolose teorie. Così la Sorbona dichiarò il 7 gennaio 3589 che Enrico col misfatto di Blois aveva perduto ogni diritto alla corona di Francia, e il popolo con tranquilla coscienza, per difesa della sua religione poteva prendere le armi contro di lui. A questo corrispondeva il nuovo governo dei nobili, degli ecclesiastici e dei borghesi, la cosidetta « Unione » formatasi nella capitale di Francia., i cui componenti erano decisi a tutto anche al regicidio. In Parigi furono distrutti tutti gli ¡i lemmi e le immagini di Enrico III. Una gigantesca processione traversò le vie, ad un segno tutti gli intervenuti spensero i ceri con le parole : « così Dio estingua la generazione dei Valois ». Alcuni ecclesiastici, come Giovanni Boucher, parroco di Parigi, dichiararono dal pulpito, esser lecito spazzar via con la morte un principe, che era giudicato dal popolo 1 Con maggiori particolari di Hiibner, tratta Bkemond (303 ss.) la missione del vescovo di Le Mans. Cfr., pure L’Epinois 301 s. 2 Vedi L’Epinois. 309. L’asserzione di lìanke (Pdpste II8 112): «Sisto era del tutto dal loro lato » (dei Collegati), è completamente errata. Molto più giustamente aveva giudicato Polenz (IV 675 s). Sporeno nella sua * Pela zione del 4 marzo 1589, contrassegna bene la situazione: S. Stas nihil penitus se declaravit circa vel personam dicti regis vel Guisianae familae et nemo adhuc novit circa S. Stis consilium. Cfr. pure nell’Appendice Nr. 54 la * Relazione di Sporeno del 22 aprile 1589, Archivio dipartimentale in I n n -s b r u c k. Cfr. nonché la lettera di Brumano del 22 aprile 1589, Archivio Gonzaga in Mantova, appendice n. 55. 3 Intorno alla decisione della Sorbona del 7 gennaio 1589 s. Hergenkó- theji Iiirche u. Staat 493 ; Segesser Pfyffer III, 1, 372 ; Rohiquet II 501 s. L’asserzione di Ranke [Franz. Qesch I, 460) che in questo furon decisive le vedute dei membri della Sorbona, mosse dalle dottrine dei gesuiti, è errata ; crf. Dtjhr, Iesuitenfabéln, 405. Intorno al contegno dei gesuiti francesi durante i torbidi d’allora, la cui maggior parte evitava d’immischiarsi nello questioni politiche cfr., la dettagliata esposizione di Fouqueray (il, 170 s., 222 ss.).