526 Libro II - Capitolo I — Urbano VII (1590). cardinalizio si faccia imporre un giogo cosi pesante. Un debole conforto, era, che si supponeva, che i provvedimenti altrettanto novi che insopportabili partissero più dagli inviati che dal re, ai cui sentimenti di pietà venivano attribuiti solo malvolentieri mezzi così cattivi.Si fece anche notare chenei precedenti conclavi di Giulio III, di Marcello II e di Paolo III tali designazioni non solo erano restate neglette, ma anzi esse erano state il motivo principale, per cui ottennero la tiara appunto quelli che erano stati esclusi.1 La sera del 12 ottobre corse voce, per Roma, che la nomina del vecchio cardinale Marcantonio Colonna era sicura. Già in parecchi luoghi della città lo stemma di questa famiglia fu ornato del triregno e delle chiavi. Già i Colonna ricevevano le congratulazioni dei loro seguaci.2 Tanto più grande fu la disillusione, allorché riuscì agli avversari di Colonna a capo ai quali era di nuovo Sforza, di far naufragare le trattative giunte già molto innanzi.3 Dopo che gli animi degli elettori si riebbero dell’eccitazione, che aveva suscitato la candidatura di Colonna, e l’opera di Montalto e di Sforza, per far riuscire Laureo,1 andò a vuoto, gli spagnuoli fecero il 15 ottobre un tentativo di procurare la tiara al loro capo Madruzzo. Sebbene il vescovo di Trento per i suoi innegabili molteplici pregi sembrasse adatto a quell’eccelsa dignità, pure aveva da far il conto con avversari così numerosi, che anche la sua candidatura riuscì vana. In maniera singolare si adoperarono contro di lui i due cardinali veneziani Yaliero e Morosini, 1 Vedi Conclavi 243 s., e Maretti presso Herre 492. Uno dei passi qui comunicati era del resto già prima stato pubblicato presso SàgmCller, Papst-wahlbullen 252, n. 3, solo questi non sapeva die derivava da Maretti. Intorno allo scontento generale per il procedere degli Spagnuoli, cfr. pure la * Relazione di Giulio Maretti al duca di Ferrara, in data 1590 ottobre 3, Archivio di Stato in Modena. 2 * Alle 4 hore di notte erano usciti avvisi di conclave dalli Colonnesi et da altri cardinali et conclavisti della certezza, che si haveva del pontificato del card. Marcantonio. Per Roma s’attaccorno delle arme Colonnesi con il Regno et con le chiavi sopra. La sigril Felice, madre del Cardinal Ascanio, riceveva le congratulazioni, diede grosse mancie a chi gli portò il primo avviso di tanta felicità. Il Sig. Martio, nipote di Colonna, haveva la casa piena de amici et di servitori che con parole gravi contro Sforza godevano come certa tanta grandezza. Il Cardinal Ascanio fece intendere al Sig. Martio esser bene che invitasse per la mattina seguente più numero dei baroni, che fosse possibile, acciochè portassero sopra le spalle il nuovo Pontefice in S. Pietro, non convenendo che un Papa Colonnese fosse portato sopra le spalle di vili palafrenieri. Maretti, * Conclave p. 56, Biblioteca dei Serviti in Innsbruck. 3 Intorno ai nemici di Colonna informa * Maretti più esattamente che non la relazione stampata nei Conclavi 241; v. il passo nell’Appendice n. 93, B i-blioteca dei Serviti in Innsbruck. Cfr. pure Facini 15 s., e la * Relazione di Giulio Maretti del 10 ottobre 1590, Archivio di Stato in Modena. 1 Vedi Conclavi 241 s.; Herre 489 s.; Facini 19 s.