33« Sisto V. 1585-1590 — Libro I - Capitolo VI. pure grande prudenza, qualità entrambi che Teodorico von Fur-stenberg possedeva al sommo grado. Con quale prudenza il freddo calcolatore si accingesse all’opera, lo dimostra il suo riserbo iniziale di fronte ai Gesuiti, nei quali poi egli vide i suoi migliori adiutori. Durante la sede vacante, al 1 maggio 1585 fu loro affidato il ginnasio di Paderborna. Il numero degb' alunni che era di 140, alla fine di quest’anno era sabto a 300, nel 1586 a 400. Più tardi però retrocesse: nel 1590 esso era sceso a 268. Ciò si ricongiungeva all’agitazione degb avversari, fra i quab il parroco della chiesa di S. Marco, Tunneken, che non ostante l’emesso giuramento aveva apostatato dall’antica fede, si era schierato con fanatismo contro « le volpi nere in pelle di pecora ». « È un lavoro grande e spinoso » lamenta l’annalista del collegio di Paderborna « seminare in questo campo di Paderborna, sia per la magrezza <ìel terreno, sia perchè la semente viene soffocata dalle spine ». In quel momento si era andati così oltre,che nello stesso numero ristretto dei cattolici, pochi soli volevano venir reputati amici dei Gesuiti, e questi stessi temevano, di farsi conoscere. A quale minoranza fossero ridotti i cattolici, risulta dal fatto, che nel 1588 a Paderborna si accostarono ai sacramenti solo 750 persone, compresi in questo numero, anche i discepoli dei Gesuiti. Occorsero ancora anni di duro lavoro prima che le condizioni migliorassero. Il cambiamento decisivo venne poi operato dall’energia di Teodorico von Fiirstenberg, che trovavasi allora nel pieno vigore degli anni.1 Teodorico in principio aveva avuto buona speranza di venir eletto anche in Osnabruck. Ma all’ultimo, il 20 luglio 1585, gli fu invece preferito il decano del duomo Gulielmo von Schenking. L’immatura morte di questo prelato, che Bonhomini vantava per il più cattolico membro del capitolo, fu una perdita tanto più grande, in quanto al partito avverso a Roma riuscì il 25 ottobre 1585, di dare al defunto un successore nella persona del conte Bernardo von Waldeck i cui sentimenti religiosi erano dubbi. Per ottenere 1’ approvazione pontificia Bernardo prestò sì il giuramento alla professione di fede tridentina, ma presto si vide, che i timori, che Bonhomini nutriva sul contegno del conte, erano pur troppo fondati.2 Essendo il capitolo cattedrale di Brema intieramente occupato dai calvinisti, si comprendeva a prima vista che non si poteva contare su di un risultato in senso cattobco. Nelle condi- 1 Cfr. v. Löher, Ocsch. des Kampfes um Paderborn, Berlino 1874, 322 s.; Richter, Gesell, der Paderborner Jesuiten I, Paderborna 1892, 4, 16 s., 21s., 27 s., 29 s., Schmidlin 579 s.; Duhr I, 140 s. 2 Vedi Ehses-Meister I, 173 s.; Lossen II, 595. Intorno a Bernardo di Waldeck cfr. A. Falkmann nella Pickschen Monatsschrift III, 273 s.