XXXIII sorvegliava 1’ attività. Poco prima del 1350 un generoso patrizio, Pietro Pe-tazzi, aveva fondato col suo denaro uno spedale dei poveri di San Giusto; ne rimase spedaliere per tutta la vita; il secondo spedaliere era designato dai giudici.68) Amministravano il patrimonio della Fabbrica della chiesa maggiore due canevari, uno dei quali era nominato dal Vescovo e dal Capitolo, l’altro dal Consiglio. La polizia era esercitata dal podestà per mezzo di due militi, o cavalieri, e dei berrovieri o birri. I cavalieri facevano anche l’ispezione delle guardie notturne e dei castelli, e in caso di guerra assumevano il comando di reparti di milizie; il servizio della guardia delle mura incombeva a tutti i cittadini atti alle armi, i quali dovevano presidiare anche i due castelli di Moccò e di Moncolano, laddove il comando delle guardie e sopragguardie e dei cfi stelli toccava, con regolare vicenda, ai consiglieri. I preconi del Comune, oltre che banditori, erano anche messi e ufficiali giudiziari e cooperavano alla polizia urbana. Di notte facevano la ronda in città i custodi notturni, in numero di otto per ciascuna contrada; le chiavi delle porte erano tenute da cittadini fidati. Nè son da tacere i custodi segreti, confidenti della Signoria, che sorvegliavano la vendita dei generi alimentari e del pane e l’integrità dei boschi comunali. Negli Statuti del 1315 vediamo che i quattro capiterii, ossiano capi delle vicinie o contrade, avevano seggio nel Consiglio; nel 1350 paiono scemati di quest’onore e le loro mansioni si riducono a una sola: far giurare il se-quimen agii abitanti delle contrade.69) Questi capiterii che originariamente nell’ età precomunale dovettero avere più numerosi e importanti poteri, quando la vicinia era ancora un organo vitale, appaiono nel Trecento viete sopravvivenze. Non è facile argomentare se fossero eletti dal popolo delle contrade o designati dalla Signoria. Ogni anno, nel giorno di San Martino, i giudici-rettori nominavano dodici statutari. Questo collegio aveva facoltà di proporre al Consiglio che fossero emendati o cassati statuti vigenti e approvati dei nuovi. Deponevano l’ufficio a Capodanno. Nel primo giorno d’ogni reggimento si eleggevano due sindici, affinchè, assistiti da tre consiglieri e da un notaio, rivedessero l’operato dei magistrati e ricevessero le denunzie di chi si ritenesse ingiustamente colpito. Istruito il processo, pronunciavano la sentenza che era sancita dal Consiglio; era tuttavia concesso il ricorso al Consiglio, che fungeva così da ultima istanza. Entro otto giorni si doveva compiere il sinda-