VII terni, si trovavano i banda e le scolae o scolcae. 8) Sarà interessante notarlo, ripeto, perchè ancora un atto triestino dell’ 8479) menzionerà tribuni, vicari e lociservatores; e, quale ricordo del numerus vetusto, la toponomastica triestina ci serba tuttora il nome di Scorcola, affine all’Escolca (Nuoro), alla famosa Scurcola (Tagliacozzo), e alle altre località d’ uguale etimo che risalgono parimenti al governo militare bizantino. Vero è che i nomi dianzi citati, in pieno impero carolingio, non potevano essere ormai che meri titoli onorifici, spogli d’ attribuzioni concrete. Quando la lotta contro gli iconoclasti suscitò in tutta l’Italia bizantina un fremito di rivolta, è probabile che gli eserciti italiani chiedessero e ottenessero da Bisanzio il riconoscimento di diritto di quanto possedevano già di fatto: l’elezione dei maestri dei militi. Quanto ai tribuni, essi, forse, erano elettivi già prima. Alla rivolta dei Veneti non pare che s’associassero le popolazioni istriane; del resto nemmeno Orso,10) il primo vero duca indigeno dei Veneti, si ribellò all’impero. Ma certo la lontananza e la debolezza del potere centrale, il già evoluto processo di decentramento, la lunga tradizione romana e municipale e la necessità di provvedere con le proprie forze alla difesa delle mura e dei campi dovevano avere cementata fra gli abitatori di Tergeste e del suo agro una forte solidarietà e capacità d’organizzazione. * * * Alla fine del secolo Vili i Franchi occuparono l’Istria e ne mutarono profondamente 1’ assetto. Governò per loro un duca Giovanni, che introdusse 1’ ordinamento franco e, comprimendo le secolari magistrature locali e restringendo anche i poteri dei vescovi, tolse ai municipi l’agro, impose nuovi tributi e le angarie e attrasse coloni slavi. Gli Istriani, riluttanti al nuovo stato di cose, ebbero un autorevole patrono nel triestino Fortunato, patriarca di Grado, uomo accetto all’ imperatore. È probabile che egli abbia sollecitato da Carlo l’invio dei missi dominici Izzone Cadolao e Aione, dinanzi ai quali nell’ 804 si svolse, in quel di Capodistria, presso al Risano, una specie di convento della provincia istriana.11 ) Vi parteciparono il Patriarca, i cinque vescovi e gli altri primati e il popolo della provincia: dalle singole città e castella i messi elessero centosettantadue homines capitaneos. L’importantissimo e nobile documento del placito del Risano illustra anche le condizioni dell’ Istria al tramonto della dominazione bizantina. Il primate di Pola ricorda che al tempo dei Greci, quando il Patriarca veniva a Pola, per abboccarsi coi messi imperiali o col maestro dei militi, movevano ad incontrarlo