5» STORIA cero studiosamente andar la nuova per la Li:< ed altre regioni vicine, in modo che anckj Bassa di quei confini ne prese sospetto, ei fece acerbe querele col generale veneto,:! espressione di concetti molto risentiti, ei diede conto alla Porta in Costantinopoli, a Per le congiunture di quei tempi cth**1| era incerto dove fossero per voltarsi quell’aj le armi de’ Turchi, ai Veneziani pareva di fl ver tenere grandissimo conto di questi tc'd tivi, stimando la fama disseminata, le false« tenti, ed il fìnto giuramento esser inviali tuli un medesimo fine di provocare l’armi dei chi con tra la Repubblica, e si persuader« che gl’ Uscochi, nè soli, nè principali M« autori di quei consigli, perchè il giuraniflj pubblico in piazza, la fabbrica delle bare® Fiume, patrimonio di sua Altezza facevano« lese, che il primo moto proveniva da dii va il governo in mano, massime per la fr sparsa, che tra gl’ arcani de’ consigli de’ni stri austriaci una massima fosse stabilita, ogni cosa per inviluppare la Repubblica guerra co’Turchi, per quei finì, che adf uno possono esser molto ben noti. Ma gl’ Uscochi fidatisi, che queste appai** ingannassero i Dalmatini, c che da loro non vesserò aver alcun impedimento, anzi di* f favori, fecero come una férma stazione ne*"! torni d’Almissa, di là frequentemente pas'j] do a’danni dei Turchi. Questi, avendo)1 dato prima a protestare agl’ AÌmissani ta, e danni sopra le vigne, terreni, casCjl anime loro, non tralasciando la prima0ia|J sìohe, che si porse loro innanzi, Pres€lIjcav ragione di rappresaglia nella terra loro“1