STORIA DEI BULGARI Come la questione macedone fu risolta a Neuil- ly (schizzo 2). Uno studio odierno della questione macedone accresce ancora la meraviglia che un grande Consesso mondiale abbia potuto porre in atto nei Balcani un assetto politico escogitato di proposito per crearvi e mantenervi in permanenza una crisi velenosa. A darsene ragione aggiungiamo, al già detto per la Dobrugia e per la Tracia Egea, una considerazione sulla anomalia internazionale di un porto come quello di Salonicco, al quale un illogico confine taglia le vie di accesso al suo vasto retroterra, che si può definire europeo. È una costruzione geo-politica forzata, evidentemente antieconomica ed anticivile, laboriosamente e intenzionalmente concretata dal più grande e più lungo Congresso « per la pace » che la storia ricordi. Il presidente Wilson, approssimatasi l’epoca del suo messaggio, incaricò un comitato di esperti americani di approfondire con adeguato esame i vari problemi che avrebbero potuto fare oggetto di decisioni a Parigi, e di riferire in merito con conclusioni concrete. Quelle concernenti la Bulgaria furono le seguenti : che ad essa si dovessero restituire i confini del 1913, sia al nord sulla linea di Silistria che al sud sull’Egeo, con libertà di sfruttamento dei porti di Cavalla e di Salonicco, 254