STORIA DEI BULGARI stato tal Kubra che lasciò il regno a cinque figli; due di questi rimasero sul posto mentre gli altri tre partirono con le rispettive tribù per l’occidente. Uno di essi raggiunse l’Italia e si stabilì a sud di Ravenna (663), il secondo si sperdette in Pannonia combattendovi gli avari; il terzo fu quell’Asparuch del quale or dobbiamo parlare. Notiamo qui subito un fattore di successo di questo popolo turanico: i bulgari, come già avevano dato esempio gli unni di Attila, e pur senza raggiungere la perfezione degli ungari venuti poi, si presentarono ai confini dell’impero in forme organiche militari rivelanti una saggia preparazione. Questo fatto ebbe due conseguenze dovute entrambe all’apprezzamento altrui della loro compattezza. La prima fu quella di imporsi di presenza ai vacillanti imperatori d’Oriente, i quali, dopo aver tentato di debellarli, finirono col concedere loro diritti di sovranità su terre d’oltre confine (terre protette), poi ancora col chiedere il loro aiuto contro altri barbari (i vandali in particolare) o persino contro interne fazioni divenute minacciose alla sovranità statale. La definitiva entrata dei bulgari fra gli Stati della Penisola balcanica era stata preceduta storicamente, sempre nei Balcani, da loro numerose azioni violente, ma essenzialmente barbare quali audaci invasioni o meglio incursioni attraverso la Penisola. Queste imprese erano arrivate all’Egeo: 40