STORIA DEI BULGARI patia alla « Nazione sorella », invitando lo Zar a farsi rappresentare alla consacrazione del pas-saggio del figlio Boris alla fede ortodossa, partecipando di persona alle feste della incoronazione di Nicola, e giunse finalmente ad ottenere il riconoscimento da parte della Russia del suo potere principesco (1895). Dopo di che Ferdinando si recò in visita ufficiale presso tutti i Capi di Stato europei, ovunque accolto con grandi onori e particolare simpatia. S. M. il Re d’Italia lo decorò del Collare della SS. Annunziata. Il progresso interno bulgaro fu affrettato dalla rinnovata armonia con la Russia, a confermare la quale sarà poi, nel 1907, eretto in Sofia un grande monumento equestre (pregevolissima opera dello scultore italiano Zocchi) allo « Zar liberatore » Alessandro II. Fin dall’inizio del suo regno Ferdinando si era personalmente interessato del benessere del suo popolo, e nessuna esigenza ne trascurò, nel campo civile come nell’economico. Dopo cinque secoli di distruzione egli tutto aveva trovato da rifare; fortunatamente non mancava il fecondo substrato morale che solo può consentire sì rapide evoluzioni : vogliamo dire la semisecolare preparazione che famiglia, scuola e religione armonicamente avevano fatta nel popolo per i destini attesi. Con la pace ora realizzata e la tranquillità interna,