STORIA DEI BULGARI non proclive ad occuparsi di politica o di interessi di Stato, ignaro di lingue straniere, venuto a far parte del consorzio europeo e messo a contatto con altri popoli, trovò, pronto attorno a sè, e specialmente nella capitale, un popolo intelligente, astuto e fino in politica, che si incaricò docilmente degli affari suoi. La carica di dragomanno o interprete divenne un monopolio dei greci e ve n’ebbe tal numero che presto essi seppero realmente imporsi nel governo e fare del capo loro un vero ministro della Sublime Porta. Per tali gradi giunsero i greci a mettersi in Bulgaria nelle condizioni più favorevoli per esercitare grande influenza nelle chiese, nelle scuole, nelle famiglie, e diffondere la coltura e la lingua loro. La lettura, la scrittura ed il carattere nazionale della cultura bulgara (madre di tutte le slave), furono vietati per dar luogo alle corrispondenti manifestazioni della civiltà greca. Ma tutto questo, che aveva per conseguenza di soffocare i sentimenti nazionali a favore dell’ellenismo, non sarebbe stato, come infatti non fu, tutto male, se i vescovi e gli altri funzionari, nella necessità di rifarsi delle spese fatte per giungere al loro posto, non avessero dovuto opprimere le popolazioni soggette di continue vessazioni pecuniarie. Così alla oppressione materiale del turco si aggiungeva quella materiale e morale dei greci. La mancanza di ogni garanzia alla sicurezza 90