■ Venezia: Palazzo Barbarigo - Esterno di un’alcova. Non è a credere però che accanto a questi esemplari così fini e delicati non si allestissero anche grandiose decorazioni degne dei grandi saloni più che dei piccoli salotti: e a noi piace ricordare per ultima, la imponente e fastosa decorazione del grande salone da ballo di pa>-lazzo Zenobio ai Carmini, ora Collegio armeno, il cui insieme decorativo, più grandioso per la vastità dell’ambiente da decorare, prende inspirazione alle fantasie decorative secentesche. Tornano i putti a tutto tondo sorreggenti ghirlande di fiori in mezzo a volute di palme, a costituire l’ornamento superiore delle grandi specchiere alle pareti, a foggiare le pesanti sopraporte e a formare cornice nel soffitto alla grande figurazione centrale in affresco. Magnificenza veramente grandiosa di fasto e di buon gusto in questa sala ove tutto è intonato a l’ambiente signorile, dagli stucchi ai dipinti, agli specchi. Tutti questi esempi a cui abbiamo accennato non sono che alcuni dei multiformi aspetti che assunse a Venezia l’arte decorativa degli stucchi; innumerevoli sono gli ambienti in cui l’arte del ’700 è passata lasciando traccie della sua inesauribile vena creatrice e noi pensiamo con rammarico a quante altre bellezze decorative sono oggi scomparse alla gioia degli occhi,, per il desiderio di distruggere e fare di nuovo. Maria Ciartoso Lorenzetti. 50 —