Ristorante San Marco in Ascoli Piceno. sando dall’uno all’altro di questi luoghi incantati dove non sai più cosa pensare, cosa attendere, cosa sperare. Sembra che l’ardore di un dio misterioso abbia infiammato ogni angolo, ogni particolare per corrispondere agli improvvisi giochi della tua fantasia qui dentro scaldata ed eccitata alle più alte complicazioni. Lunghe cancellate si inseguono in una straricca successione di motivi che ti sbalordiscono per la loro diversità: perchè se tutte sono armoniche e formano, vedute insieme, un complesso legato ed omogeneo, l'ima è diversa dall'altra, ma tanto che, ammirandone una subito ti si cancella l’immagine dell’altra. Umberto Bellotto è un creatore di straordinaria fantasia, un artefice di infinite possibilità ma è anche il maestro originalissimo che non si ripete perchè non vuole, e volendo non potrebbe. Chi possiede un’opera sua può essere sicuro di possederla interamente: chè quella è una: e nessuno, e nemmeno il Maestro stesso ne possiede copia. Ma un’altra cosa bisogna aggiungere : che ogni opera uscita da questa imponente fabbrica di meraviglie porta l’impronta personale e materiale dell'artefice, perchè, appunto, egli attende anche all’esecuzione materiale di ciascuna di esse. Ma se l’impronta del ferro è dovunque dominatrice e rivelatrice della genialissima potenza di questo illustre veneziano, anche il vetro e la ceramica e la porcellana e il cuoio e persino la stoffa stanno a dimostrare come il Bellotto non sia soltanto il battitore di ferro ammirabile e inarrivabile, ma anche il superbo tagliatore del cuoio, il fantastico modellatore della ceramica, il decoratore dei più impensati motivi, l’inventore di incredibili congegni, il creatore di vetri meravigliosi, di stoffe stupende, l’ornatore e il trasformatore di cènto elementi. Ecco l’acqua fluire in rivoli capricciosi, zampillare dall’alto di un aereo intrico, giocare in curve di onde vellutate. Anelli possenti fra loro congiunti da nodi che nessuna forma umana potrebbe sciogliere: se con un dito li sfiori, i nodi tremano, gli anelli osrillano, la trama si confonde. E questo è ferro. Una coppa massiccia e capace sta sospesa nell’aria: ti avvicini per comprendere, ed ecco che la coppa si piega ora da un lato ora da un altro: il tuo respiro è bastato a muovere l’invisibile stelo che la sostiene. E questo è ferro. Due battenti si aprono: mille luci, mille arcobaleni si accendono sullo sfondo buio a creare volute multicolori, arabeschi strani, poesia per gli occhi, poesia da vedere. E questo è vetro. Un tormento di rilievi, una curva d'oro, una Una parte della Bib’ioteca al Ministero della Marina. - 86 -