Pietro Longhi : Il parrucchiere (Museo Civico di Venezia) anche il corpo della donna si riveste inconsapevolmente di colori vivi e di drappeggi misteriosi ma non meno provocanti. Se il pudore allunga le vesti fino ai piedi dissimulando i fianchi tra il frusciare dei broccati, e sa ritirare gli scarpini entro la corolla della gonna, dalle scollature amplissime il seno sboccia con una fragranza incipriata, le spalle rivelano la loro curva languidissima, le braccia balzano fuori delle increspature delle trine e delle sete, mentre quasi a correggere queste nudità e a dar loro un sapore ingenuo e infantile, i lunghi riccioioni scendono dalle acconciature, oscillano presso il collo e le gote, raggiungono le gemme che adornano il décolleté, guizzano ad ogni moto del capo. Anche l’atteggiamento della donna, le sue maniere, sono una conseguenza del suo abbigliamento e quindi costituiscono un altro elemento di armonia. Nei guardinfanti ricamati d’oro e d’argento il corpo è imprigionato, schiavo un poco, nelle movenze, e solo il busto ha una certa flessibilità che i corsetti attillati pensano a rendere lenta e alquanto regale. Cadono in disuso gli zoccoli che facevano della figu- ra muliebre una specie di gigantessa, ma il tacco degli scarpini fatati, trapunti di metallo prezioso, suntuosi di pizzi, di fibbie e di brillanti non è così agevole da impedire quell’incedere imbambolato che si intona a tutto l’artifizio. S’appiattiscono un poco i torrioni delle pettinature dove i capelli erano attorti su fusti a piramide, a ventaglio, a paniere o ridotti a mensole su cui posavano e s’intrecciavano mille ninnoli disparati e simbolici; ma le teste sono ancora voluminose, elaborate, incorniciano il volto in una densa nuvola bianca o bionda, danno all’inchino una lentezza piena di degnazione e di grazia, lasciando nell’aria il profumo dolciastro della polvere di Cipro : quella famosa polvere tanto di moda, orgoglio dei « muschieri » di San Silvestro e di Frezzeria, di Santa Maria Formosa e di San Giovanni Crisostomo e che annidava nelle chiome delle belle qualche cosa di più e di peggio che non il solo fulgore del suo riflesso d’oro. A completare queste vaporose immagini di miniatura, mille cianfrusaglie raffinate sottolineano l’eleganza delle fogge. L’accuratezza minuziosa con cui è eseguito ogni ornamento, lo eleva al grado di opera d’arte e gli dà un’importanza tutta particolare. Il ventaglio è sopratutto arma di seduzione stretto nel pugno candido e gemmato della donna, un paraventino pieno di astuzia che cela e non cela il sorriso e il rossore e dal cui orlo si affacciano l’insidia degli occhi e l’invito del néo : ma abbandonato a sé sid cuscino di una portantina o sul damasco di una poltrona, splende nei suoi manici di tartaruga e di avorio, di madreperla e di smalto, rivela nel Ridotto con maschere (Galleria Salom - Venezia) ““ 66