superiore della Scuola dei Carmini. Più semplice, di linea decorativa più architettonica è l’alcova di palazzo Besarel a S. Barnaba sul canal Grande, ove i pilastri divisori si ornano in alto di putti formanti vivaci cariatidi a sostenere la cornice superiore. Un insieme interessante e completo, preziosissimo per l’arte e la vita veneziana del ’700 è, nel Casino della Procuratoressa Venier nelle Mercerie, al Ponte dei Baratteri, la decorazione a stucchi, a noi giunta intatta, che orna a profusione soffitti e pareti; sono quivi, tutti gli spunti decorativi più deliziosi e raffinati, per decorare, ingentilire e rendere pieno di malia questo finissimo ambiente settecentesco. Gli stucchi si distendono lievemente sui soffitti in curve sinuose come leggeri intagli, a griglie, a volute, racchiudono motivi decorativi fra cui ondeggiano putti in rilievo appena delineati, oppure scene allegoriche di soggetto amoroso e ghirlande e conchiglie ornano i sopraporte, e uccellini poggiati su fronde entro riquadri a volute leggere si distendono sulle paeti. Gli artisti che lavorarono nel Casino Vernier, sono forse gli stessi artisti così finemente delicati, così geniali e pieni di brio e di eleganza che attesero alla decorazione del primo piano di palazzo Vitturi Veronese, ora proprietà Oltremonti, a S. Vitale ove, nei comparti dei soffitti vediamo comparire delicate figure e Ridotto Venier: Parete di una stanza. Venezia: Palazzo Widmann - Salottino a stucchi dorati. putti fra nubi, figure leggere e tenui in delicate armonie di colore; e alla stessa tendenza decorativa potrebbe forse appartenere la decorazione di un piccolo salotto in palazzo Vendramin ai Carmini ove sulle pareti in una intonazione giallo ambrata delicati motivi a ghirlande e a svolazzi racchiudono comparti in piastrine di maiolica su cui un artista ha genialmente interpretato scene cinesi, le «chinoiseries» così in uso nel ’700. E ancora, palazzi patrizi, case borghesi, ville, quasi tutte rinserrano qualche ambiente, qualche resto dell’arte del ’700 e mostrano come il buon gusto fosse proprietà non solo dei ricchi, ma vivesse nell’anima stessa della nostra città. Qual decorazione più tipica, più geniale di quella dei mezzanini sotto-tetto di palazzo Pisani-Moretta a S. Toma; uccellini e pappagalli posati su fronde e rami ornano le pareti e piccole mensole sporgono qua e là dalla decorazione perchè ceramiche e ninnoli allietino le gaie pareti e nella sala di musica un monumentale soffitto a griglia d’oro accresce la signorilità dell’ambiente. Con piacevoli stucchi si sono anche adornati i mezzanini del secentesco palazzo Rezzonico e tra le case private borghesi una in S. Lio, quasi sconosciuta, nasconde ambienti di rara eccellenza. 49