Lo storico ungherese Andrea Veress, ben noto anche agli Italiani per i suoi volumi dei « Fontes rerum hungaricarum » e per i preziosi contributi sopra 'la vita e l’opera del generale Luigi Ferdinando Marsili, parlando di una rarissima stampa del Marsili riproducendo, tradotta dal Turco, la narrazione del-T assedio di Vienna del 1683, e mettendo in rilievo Y importanza che essa pubblicazione ha anche per l’Ungheria, osserva: « Curioso è inoltre che, quantunque questo libretto fosse stampato a Bologna nel 1709, non si trovi in nessuna Biblioteca, e 1’ unico esemplare sia posseduto dal Museo Nazionale ungherese ».1 E invero nessuno dei biografi dell Marsili lo menziona, e gli stessi (scrittori italiani che del Marsili si sono occupati non lo conoscono. Solo ne parla, a quel che so, il conte Alessandro Apponyi, ricordato dallo stesso Veress. 2 La narrazione dell’Asisedio di Vienna del 1688 fatta da un Turco ha un singolare interesse, giacché pochissime sono le fonti storiche di quella parte, mentre numerosissime, per così memorando avvenimento, sono quelle europee. Il Marsili, venuto in possesso del manoscritto, lo fece tradurre in parte da altri, in parte lo rivide egli stesso, e infine ne curò la pubblicazione in Bologna, pochi anni dopo il suo ritorno dalle guerre contro i Turchi. 1 Andrea Veress, II conte Luigi Ferdinando Marsili e gli Ungheresi, in « Studi e memorie per la storia della Università di Bologna », voi. X, a pag. 97. 2 Alessandro Apponyi, Hungarica, voi. IX (Budapest, 1902), n. 1501.