SCRITTORI JUGOSLAVI 161 Tulio volli sapere, affondando il coltello nel vivo d’ogni profondo dolore. Così muore la creatura più bella dei miei sogni, uccisa dallo stesso suo padre. Uccisi l’amore, il mio bell’amore, caro come un agnellino, per trovarne l’essenza, Ed ora il grande mistero è più fìtto di quando. tremando, tolsi il primo suo velo. La donna ,illusione di tutte le nostre illusioni, appare nella sua nudità. Il poeta constata infine: Non posso vivere senza Dio e senza la donna. Il primo: eterno, santo, forza e bontà; l’altra: cattiva, mortale, debolezza, clic si avviticchia alla forza per soffocarla o per desiarla. Il padre d’ogni gloria e la figlia d’ogni vergogna, regnano su di noi. Le nostre pupille sono piene di loro... Dopo aver detto non esser vera la favola che corre nei secoli che la donna sia la scala per salire verso le altezze e il balsamo che lenisce le ferite, il poeta conchiude: Acciò le luci dei nostri voli abbiano un’ombraf lei (la donna) fiorirà dalla carne immonda sempre peggiore, ma sempre più cara ed amala! 11