SCRITTORI JUGOSLAVI 155 l’Austria era riuscita ad armare contro la Serbia quelle stesse stirpi slave, che la Serbia si era proposta di liberare. E nondimeno la piccola nazione, accanto all’Italia, vinse: il novello Piemonte potè riunire intorno a sè gli Slavi meridionali. Nessuno più dell’Italia giovò alla Serbia. Fu l’Italia che biasimò per la prima la barbara aggressione austriaca, fu l’Italia che stracciò l’alleanza con l’impero della tirannide, fu l’Italia che scese in guerra, quando la fortuna delle armi meno arrideva agli Alleati, fu l’Italia che sulle sue navi salvóle truppe tormentate del generale serbo Putnik. I destini del popolo serbo ebbero nel conte Voj-novié il loro vate. Nato in quella Ragusa, che fino a Napoleone conservò la sua indipendenza, nessuno-meglio del Yojnovié potè essere il glorificatore della immane tragedia di Cossovo e il Cristo, che chiamò-il novello .Lazzaro a risurrezione. II grande poeta jugoslavo contemporaneo era destinato pure a divenire il più fervido amante- deH’Italia e il pegno di sincera e duratura ami» cizia fra le genti adriatiche.