130 UMBERTO URBANA7. URBANI siasmo, le illusioni, le delusioni, le disillusioni, i dolori e specialmente la missione del poeta, novello Cristo e secondo agnello di Dio, che toglie sulle spalle tulli i peccati e le sofferenze del genere umano. 11 poeta non ha che la sua musa; essa è il suo Dio e la sua religione. 11 poela l’adorerà per tutta la vita e la pregherà di non abbandonarlo, perchè senza di lei sarebbe un povero cieco, smarrito nella notte. 11 poeta soffre e non sa cosa gli duole: sa soltanto che gli dolerà sempre più e che soltanto quel sorriso dalle nubi potrà lenire i suoi dolori. Anche nel bellissimo canto « Il tramonto del sole», il poeta è la vittima, dalla cui tomba spunterà il nuovo sole e la cui parola creatrice costruirà un’era novella. La candida musa, la dea della giustizia. dell’amore, del pane, della libertà e della luce, bacerà lo spirito libero della nuova umanità. In un altro canto, « La caducità », il poeta dice di non temere i colpi dell’instabile dea. « Perchè io non sono di questo mondo* afferma il poeta; «le stelle sono i miei fratelli e le mie sorelle; il mio spirilo varca ogni confine; non conosco la tomba, come non conobbi la culla, quando vi caddi ». Andrò avanti — senza lagrime e senza sorrisi, andrò là dove abitano gli ideali e giocherò con i piccoli angioli: peccatore fino alle ossa di peccati da poeta, un giorno morrò davanti alla porta della città incantata.