SCRITTORI JUGOSLAVI 203 da intrinseco valore artistico. Forse a provare la sua tesi, il Petravic si occupò con manifesta predilezione di poeti religiosi e mistici, come del Sabicr del Pavelic, del vescovo Saric. Fra tutti i critici croati, il Petravic è forse il più moderno e il più imparziale. Non ha preconcetti. * ** A proposito del libro « 11 pastore, il gregge e la zampogna», di cui parla nel terzo volume di «Studi e ritratti», egli rileva che in molle cose il Thovez ha ragione. Ma certi giudizi gli sembrano troppo severi ed esagerati. Il critico jugoslavo, evidentemente, ha voluto alludere agli attacchi contro il Carducci, che nessuna critica potrà mai demolire, nè abbassare il pastore al livello di una parie del gregge. Nello studio sul Carducci, il Petravic, ancorché calcasse qualche orma altrui, seppe magistralmente applicare la teoria dell’evoluzione, riuscendo a soffocare qualunque stridore di reali o fillizie incocrenze. A proposito dell'evoluzione del Carducci, il Petravic scrive: « Pretendere che un poeta — sia in politica o nella sua ideologia — si irrigidisca tutta la vita nella coerenza, significa non conoscere la storia, la quale non è altro se non la narrazione dell’umana evoluzione. E’ assurdo il pensare che sul poeta non debbano influire gli avvenimenti contemporanei, poiché il poeta, appunto perchè poeta,