SCRITTORI JUGOSLAVI 97 Si potrebbe dar ragione al Duéié, quando dice che, se non esistesse il verso libero, molti di quelli che oggi fanno i poeti, tacerebbero, come tacevano prima della guerra. Ma esaltando il contenuto della poesia della Savié, non si può non esaltare anche la libera forma dei suoi versi, che ben di rado peccano di prolissità e di graziosi giuochi di parole, mentre corrispondono perfettamente ai liberi voli dell’anima della poetessa. 10 non potrei immaginare nella rigidità formalistica del sonetto, o in una filza di serrate quartine, o sia pure nel respiro più ampio della canzone, i voli mistici e spirituali e gli scatti ardenti e ribelli dei sensi, della poesia della Savié. Costringere quella poesia impetuosa e travolgente, malgrado la sua apparente tranquillità, in forme ben precise e quadrate, sarebbe tarparle le ali, toglierle i veli iridescenti, incatenare la danza vertiginosa della sua fantasia sull’orlo della terra, quando si lancia nell’eternità, nell'immensità e nella divinità. 11 verso libero, se non fosse nato già prima, sarebbe nato con la Savie: è l’anima della sua poesia. Che poi la poetessa non ricorra al verso libero per comodità o per non saper dominare la forma legata, lo dimostra l'elemento epico delle € Pergamene di frate Stratonico ». Le romanze del poemetto lirico-epico, tutto pervaso da misticismo orientale, sono eccellenti modelli di metrica tradizionale. Meglio che qualsiasi analisi, gioverà a far conoscere la