SCRITTORI JUGOSLAVI 111 Sono figlie del mezzogiorno-Non sono quelle vaganti talora nel quieto villaggio, nella santa notte siccome il cantore. Ma la colpa è del ricchissimo sole meridionale, che spande l’aurea bellezza nel mare immenso di sera. Ha forse colpa la povera casetta del pescatore sul colle se splende nell’oro del sole, come fosse una regia? Sembra che il poeta abbia voluto con questi versi dissipare la gelosia dei prati e dei campi della sua Slovenia, che già prima aveva con pascoliana dolcezza cantati. Non è colpa del poeta, se al sole di Roma la sua anima si è rivestita di altre corolle. Il poeta sorridente e sereno dice alla sua città prediletta: <0 Roma fulgida, o mia città dorata! Come Mosè la terra promessa, i miei giorni ti bramavano e le mie notti ti sognavano spesso ». La realtà non deluse i sogni del poeta, che lieto e felice sale sul Palatino o sul Gianicolo, vaga per l’ardente Campagna romana, si ferma estasiato accanto alle fontane di San Pietro e ricorda il Padre dei cristiani, che veglia di notte, sotto il peso della tiara, che non ha sorelle nella gloria, nè compagne nel dolore. Nei canti di Silvin Sardenko senti i concenti delle musiche, il fruscio delle ruote gommate delle