SCRITTORI JUGOSLAVI presentanti delle autorità turche, affamati di pane, d’oro e di carne femminile. Dalle novelle dell’Andrié balza in tulio il suo terrore questa regione insolila e sventurata, in cui l’Oriente ottomano ha spremuto tulle le feccie della sua bestialità. E quando dai minareti la voce del mujezin annuncia il ramazan, i trenta giorni di quaresima turca, durante i quali i figli di Maometto, « dallo stelle a le stelle », vale a dire dall’alba alla notte, devono astenersi dal cibo, dalle bevande e dal fumo, i turchi diventano ancor più idrofobi e guai al cristiano che si facesse vedere mangiare, bere o fumare pubblicamente. Dovrebbe espiare la provocazione con la testa. 1 turchi del resto uccidevano e ammazzavano anche per passatempo. Basti ricordare Mustafa l’Un-gherese, l’eroe di Doboj. festeggiato nei canti per le vittorie riportate contro gli austriaci a Banjaluka, nell’Ungheria, nella Slavonia. ■Gli austriaci avevano circondato Banjaluka. I turchi erano stati cacciati entro le mura della città. Le truppe bosniache scesero alle sponde del Vrbas, ma gli austriaci erano in numero preponderante. Mustafa salverà i turchi. Di notte fece gettare sul Vrbas un ponte di barche per far passare all’alba le truppe e attaccare improvvisamente gli austriaci. Ma la catena di navi avanza lentamente e gli austriaci se ne accorgono. Mustafa ordina ai barcaioli di tendere le corde e al grido di «Alah! Bismilah! Chi è di Maometto, mi segua!», il comandante pre- 13