144 T'MBEUTO XJRBANAZ - URBANI tutte le esalazioni, fiorenti fra Daksa e Lacroma, da Ombla a Canali. Ma, purtroppo, anche questo paradiso terrestre, italico e slavo, desta l'invidia degli dei e degli uomini; contro di esso si scatenano le forze cieche della natura e lo riducono quasi un cumulo di macerie e, più brutale degli elementi, si scatena il furore dei popoli, non per abbattere le mura e le torri che sorgono ancora, ma per rovesciare una generazione eletta del genere umano dal suo trono di gloria e di grandezza. I colpi del generale di Napoleone, Lauriston, che travolsero la mil-lennaria repubblica, condannarono la nobiltà ra-gusea a perire socialmente ed economicamente. Le cause della lenta agonia, di cui abbiamo conosciuto le ultime vittime nei conti Pozza e Caboga, non sono da ricercarsi soltanto nella bufera napoleonica, ma anche nell’animo di quei nobili, troppo attaccati ai ricordi della tramontala grandezza, troppo conservativi ed aristocratici, troppo effeminati e sognatori per sapersi adattare ai tempi della nuova democrazia, come hanno sapulo fare i Veneziani, ciò ohe di riflesso lo stesso Vojnovic rileva nei personaggi della «Signora dal girasole*. Nei personaggi dell’« Allons enfants* il Voj-bovìc ha personificato tutte le cause, che condussero lo repubblica alla rovina: la discordia della nobiltà, divisa fra i partigiani della Salamanca e fra quelli della Sorbona, l’avversione contro la plebe, la cieca fiducia nelle costituzioni aristocratiche, l’antipatia contro la Russia ortodossa e il Montenegro bellicoso, la simpatia, per non dire ido-