SCRITTORI JUOOSLAVI 79 dovette tenere per mano il bambino, che le arrivava alle spalle e che agli occhi del mondo doveva passare per suo marito ... Ma la povera Sofìa sofferse ancora di più durante le tre notti e i due giorni di gozzoviglie e di orgie, sebbene, rassegnata al proprio destino, tentasse di mostrarsi allegra e affabile anche con il suo nuovo babbo. iLe cantilene delle musiche zingaresche non cessano più: i suonatori si rovesciano dalla stanchezza e per scuoterli e spronarli a suonare ci vogliono i calci di Marco: nemmeno i più accaniti bevitori resistono e se ne vanno: Marco diviene allora furente: gli sembra che tutti abbiano congiurato contro di lui e vogliano impedirgli di impossessarsi della bellissima nuora. Per poco non uccide la moglie, quando costei si mette a invocare il Signore e non si decide a confessargli, che prima di divenire sua, era stata del padre di lui. Come indemoniato, Marco rovescia tavoli e stoviglie, grida, urla e fattosi sellare il cavallo, se ne va di galoppo per non far più ritorno. A casa lo porteranno su di un carro di buoi, quando gli Ar-nauti gli avranno squarciata la pancia. Passarono alcuni anni. Sofìa si è dedicala alla casa e comincia ad affezionarsi al marito, che ormai divenuto giovanotto robusto, circonda delle prime fiamme irruenti d’amore la bella consorte. Ma purtroppo il destino non aveva perduto d’occhio la sua vittima. Ancora viveva lo sciagurato padre, causa